
È stato condannato a nove anni di carcere, il 28enne eritreo comparso davanti alle Assisi criminali di Lugano per rispondere dell'accoltellamento della giovane moglie connazionale, avvenuto su un treno TILO lo scorso 2 agosto. Lo riferisce la RSI.L'accusa, rappresentata dal procuratore pubblico Amos Pagnamenta, aveva chiesto 14 anni di reclusione, ma il giudice Marco Villa ha optato per una condanna più lieve. Non sono però state prese in considerazioni le attenuanti citate dall'avvocato difensore, Alain Susin, che chiedeva un'imputazione per lesioni semplici aggravate anziché tentato assassinio. Il 28enne eritreo, ricordiamo, accoltellò una 18enne che aveva sposato in patria, ma soltanto col rito religioso. La donna, infatti, aveva contratto un'altra unione in Italia, col rito civile. Tra i due, che vantavano rapporti a dir poco burrascosi, nacque un alterco su un treno TILO che viaggiava tra Rivera e Lamone. L'uomo tirò fuori un coltello e colpì più volte la donna. Fu solo grazie al provvido intervento degli altri viaggiatori che la donna evitò un esito più tragico. Se la cavò con una ferita all'addome.
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