
Colpo di scena nel caso della giovane eritrea morta a Bellinzona dopo essere caduta dal balcone. Come appreso oggi dal Corriere del Ticino, il tribunale ha annullato il processo a carico del 37.enne, compagno della vittima, che avrebbe dovuto essere celebrato dall’11 settembre di fronte alla Corte delle Assise criminali.
L’atto d’accusa del procuratore pubblico Moreno Capella è stato giudicato incompleto e non abbastanza dettagliato per quanto riguarda la descrizione dei fatti. Secondo il magistrato inquirente è stato l’imputato a spingere la madre dei suoi due figli, la sera del 3 luglio 2017, dal terrazzo del loro appartamento in via San Gottardo 8 in quanto geloso. Da lì l’accusa di assassinio, subordinatamente omicidio intenzionale. L’uomo nega però da sempre ogni addebito, sostenendo che la donna si è suicidata.
Ma non è tutto. Il tribunale ha inoltre chiesto, come auspicato a più riprese dalla difesa (rappresentata dall’avvocatessa Manuela Fertile), un complemento alla perizia giudiziaria per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. Alla luce di questi clamorosi sviluppi la legale del 37.enne dovrebbe chiedere la scarcerazione del suo assistito in attesa che venga fissata la nuova data del dibattimento.
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