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Colpo alla Zenger, niente liberazione condizionale
Colpo alla Zenger, niente liberazione condizionale
Colpo alla Zenger, niente liberazione condizionale
Redazione
8 anni fa
La CRP ha respinto il reclamo di uno degli autori della rapina alla gioielleria di Ascona del 12 novembre 2013

Niente liberazione condizionale per uno dei rapinatori che nel 2013 assaltarono la gioielleria Zenger di Ascona, per poi scappare in bicicletta (vedi articoli suggeriti). È quanto ha deciso in una sentenza del 9 maggio scorso pubblicata oggi la Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello (CRP), respingendo il reclamo presentato contro la decisione in tal senso del giudice dei provvedimenti coercitivi.

Quel famigerato 12 novembre, ricordiamo, il bottino dei quattro banditi fu di un milione di franchi e l’unico ad essere catturato fu un 28enne cittadino serbo, membro della banda "Pink Panther" e con alle spalle una condanna a 5 anni e mezzo per rapina a mano armata, spiccata nel 2007 in Francia. Il 9 marzo 2016 la Corte delle assise criminali lo aveva riconosciuto autore colpevole di rapina e danneggiamento e lo aveva condannato alla pena detentiva di 4 anni, accogliendo parzialmente la richiesta di pena del procuratore pubblico Zaccaria Akbas (4 anni e sei mesi). L'avvocato della difesa Xenia Peran si era battuta per l'assoluzione. Nei suoi confronti, inoltre, la Sezione della popolazione di Bellinzona aveva emanato un ordine di allontanamento dal territorio svizzero non appena scarcerato e la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) un divieto d’entrata valido fino al 7 novembre 2036.

Avvicinandosi il termine dei 2/3 dell’espiazione della pena, il 2 marzo scorso il giudice dei provvedimenti coercitivi - preso atto dei preavvisi della Direzione delle strutture carcerarie cantonali (positivo) e dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa (favorevole) - aveva rifiutato di concedergli il beneficio della liberazione condizionale, avendo formulato una prognosi negativa circa il pericolo di recidiva. A pesare nella decisione sono stati i vari precedenti in Francia e Germania (fra i quali anche precedenti specifici per rapina ai danni di una gioielleria), oltre che il sospetto di aver commesso un’altra rapina in Spagna, nonché il fermo avvenuto in Austria nel contesto di sopralluoghi funzionali alla perpetrazione di reati. Inoltre, “anche nel procedimento a suo carico per la rapina perpetrata nel nostro paese egli non sarebbe stato collaborativo, bensì negatorio ed oppositivo”.

L’uomo si era rivolto alla CRP lamentando una disparità di trattamento (rapportandosi alla situazione di un altro detenuto straniero) e postulando la concessione della liberazione condizionale, ma la Corte ha ritenuto “corretta e giustificata (su un piano oggettivo) la decisione del giudice dei provvedimenti coercitivi , che non ha quindi “abusato del proprio potere d’apprezzamento”.

nic

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