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Giubiasco
«Colpito da un drone durante una missione in Ucraina»: la testimonianza di un soccorritore ticinese
In occasione di un evento a Giubiasco incentrato sulle operazioni di soccorso nei paesi in cui infuriano conflitti, il paramedico ticinese Giacomo Della Pietra ha raccontato la sua esperienza: «Sono rimasto ferito al collo e mi hanno dovuto medicare in ospedale».

Proporre una testimonianza diretta dei rischi affrontati dal personale sanitario nelle zone di guerra. Era l’obiettivo dell’evento svoltosi martedì e mercoledì in Piazza Grande a Giubiasco, dove è stata esposta un’ambulanza danneggiata in Ucraina nei primi giorni di conflitto. L’iniziativa è stata promossa da JV Rescue, associazione fondata da un paramedico ticinese specializzato in interventi in contesti di crisi. «Lo scopo era di far toccare con mano la guerra», spiega Giacomo Della Pietra, soccorritore e organizzatore dell’incontro. Il veicolo mostrato alla gente «è stato attaccato nel settembre 2022 nella zona di Kharkiv mentre svolgeva una missione di soccorso. Un drone ha sganciato una granata, che è esplosa a contatto con il terreno. Le schegge dell’ordigno hanno quindi danneggiato l’ambulanza, generando una serie di fori nella carrozzeria». Fortunatamente «nessuno dei sanitari a bordo ha riportato ferite».

L'attacco a Vovčans'k

Anche Della Pietra ha toccato con mano cosa significa operare in un contesto di guerra. «A maggio 2024 mi trovavo a Vovčans'k per una missione di evacuazione. Io e i miei colleghi viaggiavamo a bordo di un mezzo civile, dato che quelli di soccorso sono soggetti ad attacchi». Nonostante questo accorgimento «siamo stati colpiti da un drone suicida, che si è lanciato contro di noi facendo esplodere i vetri del veicolo». Una delle schegge «mi ha ferito nella parte posteriore del collo, senza ledere organi vitali. Ci siamo quindi riparati in un bosco e, poco dopo, abbiamo udito il rumore di un secondo drone che ci stava cercando». Fortunatamente, «non siamo stati individuati». Una volta accertato che l’area era sicura «abbiamo riparato il veicolo e siamo andati in ospedale, dove mi hanno applicato una medicazione. La ferita era infatti troppo larga per dei punti».

Momenti toccanti

Poter condividere la propria esperienza «è stato emozionante e liberatorio», afferma il soccorritore ticinese. L’affluenza all'evento «è stata un po’ limitata dalla meteo, ma penso che abbiamo comunque riunito complessivamente almeno 150 persone. E tutti i presenti mi sono sembrati coinvolti e interessati ai nostri racconti e all’associazione JV Rescue. Qualcuno ha anche detto di volerci sostenere». Ma il momento più emozionante «è stato quando una mamma ucraina e sua figlia sono venute da me per ringraziarmi per quanto ho fatto nel loro paese. La bambina mi ha abbracciato e mi ha dato un regalo per mia figlia. È stato davvero commovente».

Verso nuove missioni

Quanto accaduto a Vovčans'k non ha intaccato la volontà di Della Pietra di recarsi nel paese martoriato dal conflitto per fornire un supporto alla popolazione locale. «Sono tornato due volte in Ucraina e ho in programma una nuova missione nella prima metà dell'anno. Probabilmente andrò in zone che si trovano a circa 50 km dal fronte, dove c’è più bisogno». La passione e la voglia di aiutare «sovrastano qualsiasi altra emozione. Ero consapevole che potesse succedere quel che è accaduto: ero pronto e ho potuto gestirlo bene», conclude Della Pietra.

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