
“Colpiremo il macello cantonale!”. Parola dell’Alf, il Fronte di liberazione degli animali, attivo in tutto il mondo e da alcuni anni anche in Ticino. Lo ha rivelato oggi il Caffè.Non si sa ancor quando né come agiranno gli attivisti. Ma una cosa è certa: colpiranno, in nome dell’amore per gli animali.“Fino a quando gli animali saranno sfruttati - dice un attivista che vuole rimanere anonimo -, sino a quando continueranno a essere uccisi per per soddisfare il palato di viziati consumatori e verranno squartati in nome di una falsa scienza chiamata vivisezione, o esibiti in spettacoli circensi, noi non ci daremo pace. E non ne daremo a chi è implicato in tutto questo. Qualcuno, ad esempio, non penserà che il nuovo macello potrà sterminare senza pagare dazio, vero?”.L’Alf in Ticino ha già colpito diverse volte: ha liberato alcuni animali dallo zoo al Maglio, ha aperto le gabbie della Falconeria a Locarno, ha lanciato un petardo durante il circo Nock. E sotto Pasqua ha imbrattato e rotto le vetrine di due macellerie e fatto altrettanti danni al pesca.Ma quando gli attivisti dell’Alf colpiranno il macello cantonale, non saranno soli. Arriveranno infatti dei rinforzi dalla Svizzera interna. Ma nessuno sa qual è il numero dei componenti in Ticino, o in Svizzera, del Fronte di liberazione degli animali. “Quanti siamo? - dice una ragazza dalle colonne del Caffè - meno di quanti vorremmo, ma più di quanti vorrebbe il procuratore pubblico Antonio Perugini”.I due attivisti, che vogliono rimanere anonimi, assicurano di non essere “volgari teppisti”, quando rompono le vetrine delle macellerie. Insomma, “fare il macellaio non conviene”, dicono. “Liberare un gufo chiuso in gabbia e vederlo librarsi in cielo, beh, quella è un’altra cosa. Non la si può descrivere”.
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