
Nella notte tra martedì 18 e mercoledì 19 maggio, a seguito di una fase di favonio, la cenere del vulcano islandese Eyjafjallajökull è arrivata per la prima volta fino a bassa quota in Ticino. Lo comunica oggi il Dipartimento del Territorio.Le stazioni di misura della qualità dell’aria della rete cantonale e nazionale mostrano contemporaneamente, su tutto il territorio del cantone Ticino, un innalzamento della concentrazione delle PM10 (particelle con diametro inferiore a 10 mm) al suolo tra martedì 18 e mercoledì 19 maggio. Gli effetti del vulcano sono stati rilevati anche nella misura dei diossidi di zolfo (SO2), poiché la composizione delle ceneri vulcaniche è ricca di composti dello zolfo. I valori delle medie giornaliere riguardanti le PM10, per il giorno 18, variano tra i 27 e i 42 mg/m3, e sono leggermente più alti della media giornaliera tipica di questo periodo dell’anno. Non si tratta in ogni caso di concentrazioni straordinarie rispetto a quelle registrate durante le fasi di smog invernale (100-120 mg/m3) e sono ben al di sotto del valore limite di 50 mg/m3 fissato dall’Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico. "Da questo punto di vista - ci spiega il capo dell'ufficio dell’aria, del clima e delle energie rinnovabili Luca Colombo - la presenza delle ceneri del vulcano a bassa quota non ha perciò rappresentato un pericolo per la salute umana". "La situazione - aggiunge Colombo - non è dunque particolarmente preoccupante".La Sezione della protezione dell'aria dell'acqua e del suolo ha elaborato una breve analisi della situazione scaricabile al sito www.ti.ch/oasi.
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