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Ticino
Collocamento: bilancio positivo, ma per i giovani si può fare di più
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Il numero di persone che ha firmato un contratto di tirocinio per l’autunno prossimo è aumentato del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La direttrice del DECS Marina Carobbio: “Tendenza positiva, ma non dobbiamo abbassare la guardia”.

“I giovani devono potere scegliere e avere l'opportunità di fare quello che vogliono e sono capaci di fare”. Con questo auspicio la direttrice del Decs Marina Carobbio ha aperto oggi la conferenza stampa sugli aggiornamenti relativi all’annuale campagna di collocamento in apprendistato. Il bilancio stilato dal Cantone è finora positivo. “In questo momento – commenta la consigliera di Stato – vediamo un aumento delle persone che hanno firmato un contratto di tirocinio per l'autunno prossimo. È un +16% che è sicuramente una tendenza positiva, ma non dobbiamo abbassare la guardia”. Infatti, ricorda la “ministra” socialista ai nostri microfoni, “ci sono ancora molti giovani che sono in attesa di ottenere un posto di apprendistato. Il nostro appello ai giovani è di non demordere. Alle aziende che ancora non hanno ancora offerto dei posti di tirocinio, chiediamo di farlo”.

Chi sceglie l’apprendistato

L’apprendistato è un percorso formativo che non viene scelto unicamente da chi esce dalla scuola dell’obbligo. Questa categoria rappresenta infatti solo il 40% dei 3'800 giovani che scelgono l’indirizzo duale.  Il 60% proviene da altri percorsi o dopo un riorientamento (da liceo, scuola cantonale di commercio, scuole professionali a tempo pieno, misure di sostegno alla transizione). “Finora abbiamo stipulato 1’055 nuovi contratti per la formazione azienda-scuola, ovvero circa 140 contratti in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”, precisa Oscar Gonzalez, direttore aggiunto della Divisione della formazione professionale. “Il dato è sì positivo, ma la strada è ancora lunga: a fine campagna di collocamento registriamo solitamente 2’500 contratti”.

Aumentano i giovani che decidono di proseguire gli studi

Volgendo lo sguardo a chi ha finito il primo percorso formativo-professionale, l’inchiesta che da ormai 17 anni rileva le intenzioni degli apprendisti mette in evidenza, negli ultimi quattro anni, un aumento dei giovani che decidono di proseguire con gli studi. “Circa il 30% di questi giovani intende continuare con degli studi di tipo universitario-professionale, oppure con le scuole specializzate-superiori”, aggiunge Angela Cattaneo, ricercatrice e collaboratrice dell’Ufficio della formazione continua e dell’innovazione.

I temi della parità di genere

Se queste preferenze tendono a cambiare nel tempo, secondo il Cantone restano invece alcuni stereotipi che possono condizionare le scelte future dei giovani. “Anche i temi della parità di genere devono essere colti nell'ambito della formazione professionale”, osserva Marina Carobbio. “Ci sono ancora formazioni che si pensa siano prevalentemente di tipo maschile o femminile. Noi pensiamo che questi stereotipi debbano essere abbattuti”.

Orientamento scolastico e parità di genere

Proprio per abbattere gli stereotipi di genere e incoraggiare i giovani nelle proprie scelte, i servizi di orientamento forniscono consulenze per indirizzare i ragazzi a capire quale strada intraprendere. "Quello che è importante", sottolinea Massimo Genasci Bornia, capoufficio dell'orientamento scolastico e professionale, "è che un giovane non escluda a priori una scelta professionale solo perché è considerata prettamente maschile o femminile. Questo è un aspetto importante che si combatte attraverso le consulenze e anche tutta una serie di eventi di sensibilizzazione promossi dal Cantone, ma anche dalle singole aziende".