
A Lorenzo Quadri e Daniele Caverzasio, entrambi leghisti, non sono proprio andate a genio le esternazioni di Laura Sadis a margine della riunione del Consiglio di Stato nella quale si è deciso di congelare il 50% dei ristorni dovuti ai comuni italiani sulle tasse pagate dai frontalieri, accusandola di incoerenza per quel che concerne la collegialità. Quindi hanno presentato un’interrogazione al Governo. Eccone il testo. “Le esternazioni della presidente del Consiglio di Stato Laura Sadis a proposito delle dichiarazioni del Consigliere di Stato Norman Gobbi sulle aree nomadi in Ticino, contrastano singolarmente con le dichiarazioni della stessa presidente del CdS sulla decisione di congelare il 50% dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri presa dalla maggioranza dell’Esecutivo cantonale”.“Se nel caso delle dichiarazioni del collega Gobbi, l’on Sadis ha stigmatizzato la pretesa violazione della collegialità” – continua l’interrogazione – “nel caso della decisione sui ristorni dei frontalieri è stata la stessa direttrice del DFE a non rispettare il principio di collegialità e a non difendere la scelta dell’Esecutivo, malgrado fosse suo dovere farlo in qualità di presidente. La Signora Sadis, quale presidente del CdS, aveva infatti l’obbligo istituzionale di difendere la decisione governativa presa a maggioranza, a prescindere dal fatto che lei la condividesse o meno".Il testo si conclude con le richieste: “in considerazione di quanto sopra domandiamo: la collegialità all’interno del CdS deve valere a) sempre b) mai (posizioni che potrebbero essere entrambe legittime) o c) a geometria variabile a seconda della convenienza della presidente? Come reputa il CdS l’atteggiamento della sua presidente riguardo alla decisione, presa a maggioranza, sui ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri?”
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