
“Visti i tempi stretti ci siamo dati un’agenda rigorosa e la stiamo rispettando”. Ha esordito così il direttore del Dipartimento del territorio Marco Borradori alla conferenza stampa di presentazione del rapporto intermedio sul collegamento stradale Bellinzona-Locarno. Un documento, sottoposto ai comuni e alle associazioni interessati dal futuro collegamento, che presenta sei varianti contenute nel perimetro stabilito dalla Direzione politica del progetto e dal Gran Consiglio. Il risultato intermedio ha tenuto conto dei problemi legati al paesaggio, delle componenti naturalistiche, degli insediamenti e dell’agricoltura. Ora comincia la seconda fase che porterà al rapporto definitivo che sarà presentato entro fine maggio. Una seconda fase che, oltre al calcolo dei costi per ognuna delle varianti, dovrà tenere conto di ulteriori vincoli, come conferma il coordinatore della Direzione politica del progetto Matthias Neuenschwander. “Dovremo in particolare tenere conto degli effetti dei tracciati sul paesaggio, sugli insediamenti, sui trasporti pubblici, sui tempi di percorrenza. Inoltre tra i parametri per la scelta della variante migliore, oltre naturalmente ai costi, ci saranno la realizzazione a tappe, l’inquinamento fonico e atmosferico, l’agricoltura. L’acqua e il bosco”. Il perimetro sul quale sono state tracciate le sei possibili varianti vanno da Quartino a Sant Antonino, passando per Contone, Magadino, Cadenazzo e Giubiasco. La strada sarà lunga tra gli 8 e i 12 chilomteri e tutte le varianti prevedono tratti in galleria, galleria artificiale, trincea e all’aperto. A livello politico per il Cantone sarà importante arrivare entro la fine del 2010 con due o tre varianti condivise da tutti da sottoporre alla Confederazione. “Dobbiamo dimostrare a Berna che siamo in grado di decidere e scegliere la soluzione migliore in base alle nostre esigenze. Se non rispettiamo i tempi il rischio è che la Confederazione decida da sola in base ai suoi bisogni che potrebbero non corrispondere ai nostri” ha detto Marco Borradori. [email protected]
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

