
Il coleottero giapponese (Popillia japonica) non inizierà la sua stagione di volo prima di maggio: poi tornerà ad essere una delle principali sfide per l’agricoltura e in particolare la viticoltura. Anche per questo l’interprofessione della vite e del vino collabora a una strategia cantonale di contenimento di questo insetto. «Con il Cantone abbiamo lanciato per la prima volta una campagna a livello cantonale, coinvolgendo tutti i Comuni, in quanto il coleottero non è solo un problema che riguarda la viticoltura o l'agricoltura, bensì tutti gli spazi verdi», ci dice il presidente Andrea Conconi, precisando che negli anni «abbiamo notato anche dei danni ai giardini, alle piante ornamentali e agli ortaggi dei piccoli orti familiari».
Oltre 400 specie vegetali a rischio
In effetti, il coleottero giapponese si nutre di foglie, fiori e frutti di oltre 400 specie vegetali (e non solo la vite). Il servizio fitosanitario – spiega l’interprofessione - ha attuato un monitoraggio costante della diffusione dell’insetto e ha stanziato un contributo finanziario per l’acquisto da parte dei Comuni di 6.000 trappole a prezzo agevolato. «Posso dire che già oggi abbiamo circa 60 Comuni ticinesi che si sono iscritti, e giornalmente ne arrivano altri». Conconi ha poi spiegatoci che è necessario comandare le trappole il prima possibile, «perché i veri danni del coleottero inizieranno nel mese di giugno. C'è infatti tutta una questione di logistica, che va dalla comanda alla consegna; quindi, bisogna far pervenire ai Comuni le trappole per poi disporle prima del volo della Popillia».
Invito a collaborare rivolto a tutti
L’interprofessione si occupa proprio di questo aspetto all’interno della campagna. L’invito - a collaborare – leggiamo in un comunicato dell’associazione - si rivolge non solo ai Comuni, ma anche a professionisti del verde e cittadini. La lotta a questo insetto invasivo, infatti, passa anche dai giardini privati e dagli spazi verdi urbani. «Se in un giardino il coleottero mangia le foglie è una questione più estetica. Ma vista le difficoltà a debellarlo, l’idea è quella di poterlo contenere. Ed è proprio questo il motivo per cui ci concentriamo su tutta la zona, sia per mantenere dei bei giardini sia per evitarne una maggiore diffusione».
Diffusione in crescita
Diffusione che è sempre maggiore. «Il coleottero è stato avvistato la prima volta nel 2017, quindi una decina d'anni, nella zona del Mendrisiotto. Ma oggi lo troviamo anche nel Moesano e sta salendo fino a Giornico. A questo si aggiungono i nuovi focolai oltre Gottardo: è stato trovato nei Cantoni Svitto, Giura e Basilea. Purtroppo, in Svizzera non è attualmente permesso usare prodotti chimici per debellarlo, quindi possiamo solo cercare di tenerlo sotto controllo».

