
La strategia cantonale per il contenimento del coleottero giapponese (Popillia japonica) ha dato risultati soddisfacenti sul fronte del monitoraggio. Nel corso della stagione, le 3’400 trappole a feromoni installate in 71 Comuni della zona infestata hanno permesso di catturare circa 28 milioni di esemplari adulti. Coordinata dal Servizio fitosanitario della Sezione dell’agricoltura, l’attività ha coinvolto Cantone, Comuni, settore agricolo e popolazione, con l’obiettivo di limitare la diffusione di un insetto ormai stabilmente presente sul territorio ticinese.
Presenza dell'insetto aumentata, ma senza perdite agricole rilevanti
Rispetto al 2025, la presenza del coleottero è aumentata in tutte le zone monitorate. Se nelle aree dove l’insetto è presente da più tempo l’aumento è stato contenuto, nelle aree di più recente colonizzazione si è assistito a un incremento più marcato. In particolare, l’insetto ha consolidato la sua presenza nel Locarnese e sul Piano di Magadino, dove può trovare condizioni particolarmente favorevoli al suo sviluppo quali prati umidi adatti alla deposizione delle uova e colture sensibili che assicurano l’alimentazione degli adulti. Alcuni individui adulti sono stati catturati con trappole a feromoni anche nelle valli superiori attualmente inserite nella fascia tampone.
Nonostante le forti defogliazioni osservate nelle aree più colpite, non sono state segnalate perdite di produzione agricola rilevanti. Nel corso della stagione sono stati osservati tuttavia i primi danni su soia e su infiorescenze di mais, mentre una forte presenza di adulti ha interessato alcune parcelle di frumento senza tuttavia determinare danni alla produzione.
Prospettive future
Il monitoraggio intensivo attuato dai Comuni si è concluso positivamente e i dati raccolti consentiranno di individuare le aree maggiormente infestate e ottimizzare gli interventi futuri. Entro la fine dell’anno si concluderanno le attività di concertazione tra Confederazione, Cantone, Comuni e settori coinvolti, al fine di individuare azioni migliorative che possano permettere di definire una Strategia cantonale 2027 condivisa e altrettanto efficace. È inoltre previsto un ampliamento verso nord della zona infestata, i cui nuovi confini saranno comunicati dall’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) all’inizio del prossimo anno.
L'effetto del clima
Il coleottero giapponese è un organismo da quarantena prioritario originario dell’Asia, arrivato in Cantone Ticino nel 2017. L'insetto trae vantaggio dalla presenza di prati irrigati e suoli con un buon livello di umidità, in particolare durante lo sviluppo dei primi stadi larvali che ha luogo principalmente nei mesi di luglio/inizio agosto. Per questo motivo, il prolungato periodo di canicola estivo e la carenza di precipitazioni potrebbero aver determinando un elevato tasso di mortalità di larve nei prati non irrigati, abbassandone conseguentemente il numero nel suolo. "Solamente i monitoraggi che verranno eseguiti nel periodo autunnale e il livello delle catture di adulti nel 2027 potranno permettere di definire meglio l’effetto del clima sul grado d’infestazione", sottolinea il DFE.

