
Arriva sul tavolo del Consiglio di Stato la frase pronunciata l'altro giorno a Varese dall'imprenditore ticinese Giovanni Coda, "nella mia azienda era proibito assumere ticinesi".
A portarcela sono il capogruppo leghista in Parlamento, Daniele Caverzasio, ed il collega Paolo Sanvido.
I due granconsiglieri della Lega ritengono che ognuno sia libero di esprimersi e gestire la propria azienda come meglio crede. "Anche se noi pensiamo che fare impresa in Ticino e discriminare a questo modo i ticinesi e i residenti è a dir poco inaccettabile" aggiungono. "Ogni ulteriore commento è superfluo."
Fatta questa premessa e considerato che il signor Giovanni Coda è anche amministratore di altre aziende che forniscono servizi nel campo della consulenza, dei corsi di formazione aziendale, e nel campo informatico, Caverzasio e Sanvido vogliono assicurarsi "che non ci siano soldi dei contribuenti ticinesi che vadano a favore di questa strategia aziendale che è in palese contrasto con quanto sta cercando di fare il Governo a favore dell’occupazione locale."
Pertanto pongono al Consiglio di Stato le seguenti domande:
"La ditta ADOC Consult SA di cui il signor Coda è amministratore unico, ha ricevuto mandati diretti o indiretti dal Governo e/o dai suoi dipartimenti?"
"La ditta KLWEB di cui il signor Coda è amministratore unico, ha ricevuto mandati diretti o indiretti dal Governo e/o dai suoi dipartimenti?"
"Qual è la posizione del governo rispetto ad imprenditori che fanno impresa nei nostri confini e pubblicamente confermano che discriminano i lavoratori svizzeri e quelli residenti?"
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