
La somministrazione controllata di sostanze stupefacenti ha una certa tradizione in Svizzera: la memoria va a quanto successo con l'eroina negli anni '90, con la distribuzione della sostanza alle persone tossicodipendenti che ha permesso di risolvere il problema dello spaccio a Platzpitz a Zurigo. Ora si discute nuovamente della possibilità di effettuare una distribuzione controllata di cocaina. Questo anche alla luce del fatto che il rapporto dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze ha messo in luce che quattro delle città dove circola più cocaina si trovano in Svizzera: Zurigo, Ginevra, Basilea e Berna. Tutte occupano un posto nelle prime venti posizioni. Ne abbiamo parlato con Matteo Trimarchi, primario di Otorinolaringoiatria dell'Ente Ospedaliero Cantonale e professore ordinario di Otorinolaringoiatria alla Facoltà di scienze biomediche dell'università della Svizzera italiana.
Professor Trimarchi, la cocaina ha una lunga storia…
"La cocaina ha un aspetto ricreazionale: è stata vista nel mondo degli artisti, dei cantanti, della televisione. È una droga che ha fatto sempre meno paura di altre. Nonostante questo, è estremamente pericolosa perché può portare a danni gravi e importanti. Ha un fascino perché arriva dal passato: era utilizzata al tempo della conquista delle Americhe. I soldati usavano le foglie di coca per lavorare di più. È anche associata al fascino per la Coca Cola che fino al 1903 conteneva una piccola percentuale di cocaina. In ogni oncia c'erano circa 60 milligrammi di cocaina, poi è stata tolta. Era presente anche in alcuni dentifrici e nel Vin Mariani. È incredibile come molte persone della fine dell'800 pensavano che fosse una sostanza che poteva dare una fortissima potenzialità. Lo stesso Freud ha pubblicato un libro in cui parlava degli effetti della cocaina. Per molto tempo è stata associata a cose apparentemente positive e fino al 1916 era possibile comprarla nei magazzini di Harrods".
Poi le cose sono cambiate…
"Si è iniziato a capire proprio in quegli anni che dei marinai che la utilizzavano avevano sviluppato una perforazione del setto nasale. Da lì in poi si è iniziato a capire che la cocaina aveva degli effetti negativi. Oggi si discute pure se lo stesso Freud fosse morto per un tumore o per gli effetti della cocaina, che lui più volte dichiarò di aver utilizzato. Arrivando ai nostri giorni, sappiamo che la cocaina può causare dei danni drammatici al naso e al setto nasale, nonché creare delle perforazioni al palato e dare una distruzione impressionante a livello del viso. È possibile che ci sia anche una predisposizione genetica, per cui alcune persone presentano danni maggiori di altri. Stiamo parlando di percentuali importanti tenendo in considerazione che il report europeo dice che circa il 2,3% della popolazione ha fatto almeno una volta nella vita uso di cocaina. Per cui è una droga estremamente diffusa".
Foto e video che mostrano i danni causati dalla cocaina sono davvero impressionanti. I danni vengono causati anche da un utilizzo saltuario?
"Ci sono persone, anche giovani di 18-20 anni, che sviluppano delle perforazioni a livello di setto nasale o di palato. Alcune persone hanno una predisposizione a sviluppare queste distruzioni e non c'è una correlazione sulla quantità e sulla frequenza. Anche l'utilizzo sporadico può causare un danno importante. Ma anche nelle persone apparentemente sane la cocaina crea un’alterazione nella respirazione. Può sembrare una sintomatologia di un paziente allergico, che continua a tirare in su con il naso, ma in realtà è per altre ragioni".
Perché questa droga ha così successo e chi la utilizza?
"La drammaticità di questa droga è la sua trasversalità: è presente in tutti gli ambienti. Purtroppo, viene usata anche da ragazzi giovani, che iniziano a 15-16 anni. Il problema è che si tratta di una droga ricreativa che usano persone dello spettacolo e non si riesce a dare un'importanza reale a quanto sia grave il suo utilizzo. Ha successo perché un effetto inebriante: chi la utilizza ha una capacità di ragionamento, movimento e non sente più la stanchezza. Non per niente nel '500 ai soldati venivano date le foglie di cocaina da masticare. Potevano fare marcie forzate per molte ore. Oggi viene utilizzata nei weekend per avere delle attività da iper-lavoro".
Recentemente sono state fatte delle analisi sulle acque reflue. Sono emersi dei dati impressionanti sul numero di persone che fa uso di cocaina. È qualcosa che lei può confermare dal suo osservatorio?
"I dati della Svizzera sono più o meno in linea con i dati europei sul consumo della cocaina. I dati dell'Ufficio federale della sanità pubblica del 2016 non sono molto diversi da quelli della media europea. Sdoganare l'utilizzo di cocaina può essere però pericoloso. I ragazzi vanno a ‘step’: se viene sdoganato l'utilizzo delle droghe più leggere, il momento di emancipazione può arrivare su una droga più pesante. Se si dà per scontato che si utilizza la cannabis, il passo successivo può essere la cocaina”.

