
Tutto parte da due aggressioni. La prima a Lugano, nel luglio del 2006. Un dominicano viene ferito da un coltello fuori dalla discoteca Desperados.
La seconda risale a quasi un anno fa. Era l’ottobre del 2006. Nel sottopassaggio della stazione ferroviaria di Mendrisio, un 31enne italiano viene ritrovato in una pozza di sangue, ferito ad una gamba da un coltello.
Ed è proprio quest’ultimo fatto a condurre gli inquirenti in un appartamento di via Borromini, sempre a Mendrisio. Nell’abitazione trovano un ingente quantitativo di cocaina. Quel giorno scattano le manette attorno ai polsi di tre domenicani.
Oggi sono comparsi tutti davanti al presidente della corte delle assise criminali di Lugano, Claudio Zali. Dietro quelle aggressioni si intrecciano traffici internazionali di sostanze stupefacenti.
La droga è il collante, il punto di contatto tra i tre: due uomini, di rispettivamente 20 e 33 anni, e una donna, di 46 anni. Fiumi di cocaina che scorrono tra Lugano e Zurigo, tra la Martinica, l'Italia e la Svizzera. L’accusa è di aver immesso sul mercato 3 chilogrammi che facevano parte di uno smercio superiore ai 20.
Ma la polvere bianca univa i protagonisti di questa vicenda in tutto. Anche nell’amore. Il 33enne e la donna 46enne si erano innamorati. Ed era proprio il suo ragazzo a procurarle la cocaina. Un consumo frequente tanto che il perito Carlo Calanchini ha stabilito che la dominicana "avrebbe subito dei danni cerebrali a seguito, verosimilmente, dell’uso di cocaina". Un'ex prostituta già coinvolta in altre inchieste che portarono alla luce un vasto traffico di coca.
I due sono rei confessi mentre per la donna – che nega quasi tutto – si tratta di un processo indiziario. A portare gli inquirenti su questa pista, l’inchiesta Bachata, condotta sull’arco di tre anni, dal 2004 al 2006. L’accusa è sostenuta dal PP Moreno Capella. La sentenza è attesa per giovedì.
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