
La tecnica usata per clonare le carte è quella consolidata. Una telecamerina e uno skimmer (seppur nel Codice penale svizzero il reato di "skimming" non sia contemplato, il meccanismo di truffa è sempre lo stesso), montati sullo sportello bancomat, per copiare i dati e filmare i pin durante i prelievi da parte dei clienti.
Accade anche a Lodrino, dove - giorno 13 settembre - un 44enne ed un 36enne, entrambi cittadini stranieri residenti all'estero, sono stati arrestati. Nei loro confronti si ipotizzano i reati di acquisizione illecita di dati e abuso di un impianto per l'elaborazione dei dati. La segnalazione è stata fornita dai dipendenti di un istituto di credito del Comune della Riviera, che avevano notato che un bancomat affidato alle loro cure era stato manomesso con l'applicazione di un'apparecchiatura per la clonazione delle carte bancomat e di credito. Gli inquirenti, dopo un accurato lavoro d'indagine e di ricerca, sono riusciti a fermare i due presunti malviventi. L'inchiesta, che è coordinata dal Procuratore Pubblico Andrea Gianini e che è affidata alla Sezione Reati contro il Patrimonio (RCP) della Polizia cantonale, dovrà ora stabilire le esatte responsabilità delle persone fermate. La decisione d'arresto del Procuratore sarà esaminata nelle prossime ore dal Giudice per i provvedimenti coercitivi.
Di norma le clonazioni avvengono agli sportelli e alle biglietterie automatiche. Poichè ogni lettore di bande magnetiche può essere modificato illegalmente, i clienti dovrebbero quindi prima di tutto applicare qualche regola per tutelarsi: coprire la mano che digita il pin, attivare il servizio di sms che avverte a ogni prelievo e acquisto e, infine, denunciare immediatamente.
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