
Il reparto di oncologia della clinica Santa Chiara ha cessato la sua attività. Ma direzione non rilascia commenti, ma l’oncologo Augusto Pedrazzini spiega: “All’origine della chiusura ci sono divergenze di vedute tra CdA e medici oncologi”. Alla clinica Santa Chiara di Locarno è di nuovo polemica. A farne le spese questa volta è un intero reparto: quello di oncologia che dallo scorso primo gennaio ha cessato definitivamente la sua attività. Ne dà notizia oggi la Regione Ticino. I motivi che hanno spinto alla chiusura del reparto sono da ricondurre a dissidi interni fra il consiglio di Amministrazione e i medici responsabili del reparto. La direzione dell’istituto da noi raggiunta telefonicamente non ha voluto rilasciare commenti. Un "no comment" secco e categorico.Che il clima alla Santa Chiara non fosse dei più distesi già si sapeva. Il disagio era balzato agli onori della cronaca lo scorso 15 aprile quando cinque membri su sette che formavano il consiglio di amministrazione consegnarono le proprie dimissioni a 48 ore dalla scadenza del loro mandato. Tra questi amministratori dimissionari c’era allora il dottor Augusto Pedrazzini, guarda caso, responsabile proprio del reparto di oncologia che oggi non esiste più. Questa mattina non ci è stato possibile neppure raggiungere Carla Speziali, presidente della società anonima cui fa capo la clinica. Intanto, l’equipe di specialisti oncologi continuerà a fornire la propria assistenza medica all’ospedale La Carità e alla Clinica luganese Moncucco, dove i pazienti in cura potranno rivolgersi. [email protected]
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

