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Clima e montagna: "Mai partire impreparati"
Clima e montagna: "Mai partire impreparati"
Clima e montagna: "Mai partire impreparati"
Redazione
8 anni fa
Lo afferma Aaron Rezzonico, organizzatore di corse in montagna: "Il Permafrost si alza sempre di più e la mancanza di questo collante naturale forma degli scoscendimenti"

"Tantissimi pensano che basti mettersi uno zaino in spalla e imboccare un sentiero per essere degli alpinisti. Non è così", questo il commento iniziale di Aaron Rezzonico, responsabile della capanna Cristallina ai microfoni di TeleTicino.

Sono il nostro territorio, la nostra storia. Paesaggi incontaminati che incantano. Ma che possono anche nascondere insidie e pericoli. Alcuni a causa dei cambiamenti climatici in atto.

Aaron Rezzonico, organizzatore di corse in montagna, queste cime le conosce molto bene. E le ha viste cambiare.

"Il Permafrost (ndr: termine che designa un terreno dove il suolo ghiacciato da almeno due anni o perennemente) si alza sempre di più", esordisce il responsabile della capanna Cristallina. "Abbiamo degli scoscendimenti proprio per la mancanza di questo collante naturale, che teneva attaccate le rocce e tutto diventa più instabile. Sono comunque dei rischi abbastanza ridotti, però può capitare. Purtroppo, dobbiamo considerare che la fatalità esiste e non dipende da noi", prosegue Rezzonico.

Di conseguenza, sembrerebbe proprio trattarsi di una terribile fatalità, quella che sabato mattina, sulle cime dell’Adula, si è portata via due esperti ed equipaggiati escursionisti. Un 56enne e un 47enne del Mendrisiotto in cordata, vittime di una caduta di una sessantina di metri su cui la Polizia sta tutt’ora indagando.

Ancora Rezzonico: "Io non penso ci siano dei rischi maggiori. Dove prima c’erano dei pendii stabili e tranquilli, oggi sono un po’ più instabili e di conseguenza vanno affrontati in quest’ottica".

Come detto, le vittime, un elettricista da molti anni alla RSI e suo cognato, erano preparate ed equipaggiate. Ma l’impressione, per Aaron Rezzonico, è che sempre più gente, affascinata dal silenzio, da queste meraviglie, prenda la montagna un po’ troppo sotto gamba. Soltanto poche settimane fa ha dovuto soccorrere 3 francesi diretti in capanna, che si erano persi.

"Li ho trovati, erano in giro di notte, con scarpe cittadine. L’unica luce che avevano era quella del telefono. Comunque sia, la montagna va presa con attenzione. Non è perché ci siamo nati che perdonerà i nostri sbagli. La montagna è lì, la possiamo vivere a fondo, ma lo dobbiamo fare con sale in zucca.

Laura Milani

Maggiori dettagli nel servizio del Tg di TeleTicino

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