
L’anno scorso la si aspettava invano. Quest’anno ne è scesa fin troppa. E sempre di più le bizze del clima preoccupano il settore primario ticinese, riunito oggi in Vallemaggia per la sua annuale Camera dell’agricoltura. Fenomeni estremi che rendono difficile pianificare l’attività, si legge in una risoluzione adottata all’unanimità e indirizzata ai Comuni. Di qui la richiesta: poter lavorare quando il meteo lo permette, mattina presto, sera tardi o giorni festivi compresi.
Chiesta più tolleranza
Detto in altre parole, il mondo agricolo chiede agli enti locali più tolleranza. Un passo, spiegano i suoi rappresentanti, verso un settore che deve fare i conti con un lungo elenco di sfide: il futuro del latte dopo l’annunciata chiusura della Lati; le finanze cantonali e i tagli prospettati; i prezzi al rialzo, solo per citarne alcune. Senza poi dimenticare loro, i grandi predatori che nelle ultime estati hanno spinto più di un allevatore a considerare l’ipotesi di gettare la spugna, a cui si aggiungono i danni crescenti degli ungulati. Non a caso l’inizio dell’anno era stato caratterizzato in Europa dalle feroci proteste degli agricoltori seguite con alcune manifestazioni simboliche anche in Svizzera. Un grido di aiuto che non sembra esser caduto nel vuoto.
Orizzonte 2030
A livello federale, in vista della politica agricola con Orizzonte 2030, si sta ragionando sul coinvolgimento di tutta la catena produttiva. Una notizia positiva per gli addetti ai lavori di un settore che, nonostante le difficoltà, secondo gli ultimi dati statistici in Ticino tiene comunque botta: nessun calo del numero di aziende, così come un soddisfacente ricambio generazionale.
Genini: "Questo tempo ci sta mettendo in difficoltà"
Questo dunque il quadro generale. E delle numerose difficoltà e delle rivendicazioni sul tavolo abbiamo parlato con il segretario dell’Unione contadini Sem Genini. "Per le famiglie contadine al momento non è facile, soprattutto a livello finanziario. Chiediamo infatti il riconoscimento del nostro lavoro e una semplificazione amministrativa è d'obbligo. Ora aspettiamo l'autunno per vedere se queste nostre rivendicazione sono state ascoltate, altrimenti continueremo a battere il chiodo". Un settore, quello agricolo, che subisce maggiormente rispetto ad altri? "Ritengo di sì, basta guardare i dati: poco più di 50mila franchi di reddito, che è una cifra molto bassa". Inoltre, in particolare in Svizzera Interna, Genini ci spiega che molte famiglie "devono fare un doppio lavoro oltre a quello del contadino per avere soldi a sufficienza, e non va bene".
Questione tolleranza
Come detto, fra le rivendicazioni degli agricoltori c'è quella di avere maggiore tolleranza da parte dei Comuni per poter lavorare in momenti eccezionali, come mattina presto, sera tardi e festivi nel caso la meteo sia favorevole solo in quei casi. "C'è molta meno tolleranza, nelle ultime settimane molte persone e molti paesi non hanno lasciato lavorare gli agricoltori. Specialmente adesso in queste settimane di pioggia è normale che non possiamo svolgere certi lavori". Genini spiega che si chiede sempre più professionalizzazione, "ma dobbiamo sfruttare le finestre di bel tempo a disposizione, quindi chiediamo anche fiducia verso il settore. Ci vuole impegno da entrambe le parti per capirsi e poter lavorare". Questo tempo "sta creando inoltre grossi problemi alle colture: sul Piano di Magadino diversi orticoltori hanno campi e serre allagate, così come i viticoltori".
Votazione 9 giugno
Il 9 giugno si voterà anche sulla riforma fiscale. "Quando ad esempio non si vuole trapassare a figli o parenti, ma a persone esterne, questa riforma dimezzerà i costi della successione e secondo me è molto importante".

