
Sia chi ha amato la Scuola reclute sia chi l’ha detestata sono concordi: in grigioverde la disciplina è un elemento fondamentale. Il dibattito è tornato d’attualità dopo la segnalazione odierna del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) di un episodio ‘sopra le righe’ durante una scuola reclute di Coira. Stando al SISA una recluta sarebbe stata vittima di un vero e proprio “abuso di potere” da parte di un superiore, che avrebbe ordinato una punizione collettiva per un banale alterco individuale.
Il tema delle disciplina è molto sentito tra le reclute e i soldati, d’altronde è sempre stata il nerbo di ogni esercito. Qualche giorno fa piattaforma informativa CUMINAIVEL, destinata alle forze di sicurezza di stanza al WEF, ha raccolto le testimonianze di alcune reclute di Coira. Sono bastate poche battute per capire che tra i presenti è subito nata una sorta di competizione positiva.
“Alla sezione Ambus la disciplina ferrea la fa da padrona”, ha sostenuto una recluta ticinese. Pronta la replica del commilitone d’Oltralpe: “Alla sezione Bivio ci responsabilizzano di più. Trovo controproducente riprendere le reclute per ogni minima cosa”. Ne sa qualcosa un altro ticinese, che con i compagni di sezione ha da poco dovuto rimediare a un comportamento scorretto. “Però bisogna ammettere che si è trattato di un errore piuttosto grave – ha ammesso – ma ora sono certo che non ci accadrà più”.
Quello che è certo è che rispetto a una decina di anni fa le cose in grigioverde sono cambiate. Ne abbiamo parlato con un graduato dell'Esercito, che ha raccontato a Ticinonews.ch la sua esperienza durante la scuola reclute. “A militare devi andarci con la testa spenta, non sempre si ha fortuna di trovare un superiore che la pensa come te e che condivide il tuo modo di fare le cose. Bisogna adattarsi e, se si vuole avanzare di grado, viverla nel miglior modo possibile”.
“Nell’Esercito ci sono molte cose positive e molte negative, io questa esperienza l’ho affrontata sapendo che avrei faticato e che non sarebbe stata una semplice passeggiata. Certo che se si va controvoglia è come andare malvolentieri a scuola: i risultati ne risentono”.
Al giorno d’oggi, come detto, molte cose sono cambiate: “L’Esercito è venuto incontro ai soldati sopprimendo certi comportamenti (come le punizioni corporali) poco idonei e non più accettati – ricorda il nostro interlocutore – Il nuovo regolamento permette di scegliere due giorni di congedo quando si vuole e in più i soldati hanno 2 ore di tempo libero a settimana e ne possono beneficiare anche in mezzo al programma”.
“Lo spegnimento delle luci è previsto al massimo per le 10.30-11 e la sveglia alla 5.30. Eccetto durante la scuola Ufficiali o Sottufficiali si dorme almeno 6 ore a notte”.
Insomma, non è (più) un clima alla sergente Hartmann? “Assolutamente no, certe cose non sono più possibili da anni. Certe punizioni fisiche oggi sono vietate”.
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