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Ticino
Claudio Zali: «Rimango al mio posto fino alla data da me stabilita»
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Red. Online
8 ore fa
Il dimissionario consigliere di Stato Claudio Zali ha diffuso una nota stampa: «Desidero esprimere le seguenti precisazioni...»

Il dimissionario consigliere di Stato Claudio Zali ha rotto il silenzio attraverso una nota stampa che riportiamo di seguito per intero:

«Desidero esprimere le seguenti precisazioni alle informazioni diffuse dai media a seguito dell’apertura nei miei confronti di un procedimento penale per reati contro l’integrità sessuale. Confermo in primo luogo che esso è stato avviato a seguito di una mendace segnalazione della 52enne tragicamente annegata a Melide lo scorso 18 agosto, la quale, animata da profondo risentimento nei miei confronti, aveva già commesso in mio danno il reato di registrazione clandestina di conversazioni, con ciò che ne era seguito. Va poi sottolineato come in questa fattispecie, risalente a parecchi anni fa, essa non abbia segnalato supposti reati commessi nei suoi confronti, ma bensì di una terza persona. E il punto centrale della vicenda risiede proprio nel fatto che la persona indicata come vittima, sentita per ore dagli inquirenti alla presenza del proprio legale, ha smentito le congetture della denunciante e nega dunque che vi siano stati da parte mia comportamenti indebiti nei suoi confronti. A riprova di ciò, essa non si è costituita accusatrice privata, questo significa che ella non intende essere parte del procedimento penale ed anzi se ne disinteressa. Sentito a mia volta, ho risposto in modo trasparente ad ogni domanda e negato l’esistenza di qualsivoglia comportamento contrario alla legge. In questo procedimento, dunque, non c’è più una denunciante, non c’è mai stata una vittima e l’accusato nega in modo credibile ogni addebito. La situazione è limpida e non posso perciò condividere la decisone del Ministero pubblico di confermare pubblicamente l’esistenza del procedimento prima di abbandonarlo, cedendo alle pressioni di certa stampa. Questa comunicazione stereotipata evoca in modo sterile la presunzione di innocenza e mi provoca inutilmente un gravissimo ed ingiusto danno d’immagine. Questo è fonte di sofferenza per me, per i miei famigliari, per tutte le persone a me vicine e, posso immaginare, anche per la presunta vittima ingiustamente coinvolta nella vicenda. Ciò crea inoltre pregiudizio alle istituzioni medesime. Nondimeno, con la tranquillità di chi è innocente ribadisco la piena fiducia nell’operato del Ministero pubblico e del nostro sistema giudiziario. Resto dunque in attesa della chiusura nelle prossime settimane di questo infondato procedimento. In queste circostanze, l’evocato ulteriore passo indietro dal mio ruolo di Consigliere di Stato verrebbe inevitabilmente letto da molti come un’ammissione di responsabilità in realtà inesistenti. Rimango quindi al mio posto fino alla data da me stabilita ed invito tutti, anche i miei colleghi, al rispetto reale, e non solo a parole, della presunzione di innocenza sancita dalla Costituzione federale».