

«Le dichiarazioni attribuite all’ormai ex presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali, hanno ricordato che la cultura della non violenza, della parità di genere, del linguaggio inclusivo, del rispetto, della non prevaricazione, vanno oltre le semplici persone e non sono per niente acquisite nella nostra società. Non possono quindi mai essere date per scontate e devono essere la trama in cui la società intera, le istituzioni, e in primis il Consiglio di Stato, tessono ogni giorno la nostra vita democratica. Perché il rispetto è una parola che va usata e declinata nella vita reale, ogni giorno». Così la presa di posizione dei Verdi del Ticino, trasmessa in una nota odierna, in merito alle dimissioni di Claudio Zali e alla vicenda che ha scosso la scena politica ticinese.
Le parole di un'autorità pubblica, proseguono i Verdi, «contribuiscono a definire ciò che una società considera accettabile e ciò che invece deve essere condannato senza ambiguità». La violenza contro le donne, si legge nella nota, «è una realtà che attraversa ogni età, ogni contesto sociale e culturale. Si manifesta nelle relazioni affettive, nei luoghi di lavoro, negli spazi pubblici e sempre più spesso anche online. È una questione di parità e di diritti fondamentali, perché nasce dall'idea che il corpo, le scelte e perfino la libertà delle donne possano essere controllati attraverso l'intimidazione, la sopraffazione o la forza».
La «partecipazione corale» a difesa delle donne in questa crisi istituzionale ha mostrato che il tema è sentito, rilevano gli esponenti dei Verdi, «oltre gli steccati politici». E questo, «da un certo punto di vista è rassicurante perché riconosciuto essere un problema strutturale che merita attenzione politica e sociale». A preoccupare gli ecologisti è però il fatto «che la violenza sulle donne possa anche essere usata strumentalmente, non per proteggere le vittime, ma piuttosto per togliere di mezzo un candidato indesiderato. Leggere poi nelle dichiarazioni sul Mattino della Domenica, che Zali non fosse più da sostenere perché in pratica non abbastanza a destra, non fa ben sperare sui pensieri, linguaggi e visioni della società, incarnati da questa area politica».
La lotta contro la violenza sulle donne, chiosano i Verdi, «richiede coerenza, credibilità e un impegno quotidiano da parte di tutte le istituzioni. E noi chiediamo che di questi valori sia plasmato anche il nuovo stile di conduzione del Consiglio di Stato».
La conferenza stampa del Governo andata in scena questo pomeriggio:
Con queste parole, Piero Marchesi ha annunciato di voler accettare la carica di Consigliere di Stato: «Prendo atto della decisione di Claudio Zali di lasciare la carica di consigliere di Stato alla fine di settembre.In qualità di subentrante, accetto questo incarico con umiltà, senso di responsabilità e spirito di servizio. Metterò la mia dedizione e le mie energie al servizio del Cantone, per contribuire al suo rilancio e creare nuove opportunità per la popolazione e per l’economia ticinese».
E ancora: «Il tempo a disposizione prima della fine della legislatura è limitato, ma affronterò questa fase con concretezza, impegno e piena disponibilità al lavoro. È importante, nell’interesse del Cantone, che il Governo ritrovi la giusta serenità per potersi concentrare sui progetti e sulle priorità per i ticinesi. Ciò permetterà anche all’Amministrazione cantonale e a tutti i suoi collaboratori di operare con maggiore efficacia nell’interesse delle cittadine e dei cittadini ticinesi. Collaborerò volentieri con la collega e i colleghi di Governo nell’interesse del Cantone, nel rispetto delle Istituzioni e della collegialità. Al tempo stesso, porterò nell’Esecutivo, con coerenza e determinazione, le priorità e la sensibilità politica dell’area che ha sostenuto la lista comune Lega-UDC. Il mio mandato nasce da quella lista e intendo quindi rappresentare gli elettori dell’UDC e della Lega, ma anche tutti i cittadini e le imprese che si riconoscono nei principi della libertà, della responsabilità individuale, del lavoro e dell’iniziativa privata. La mia impostazione operativa sarà finalizzata a promuovere maggiore sicurezza, meno burocrazia e migliori condizioni quadro per le PMI; a rendere il Ticino più attrattivo per imprese, investimenti e nuovi contribuenti; a favorire i ticinesi nel mercato del lavoro e a valorizzare le regioni periferiche, le valli e il settore primario. Rimango a disposizione delle istanze preposte per organizzare il mio subingresso, affinché avvenga nel modo più efficace ed efficiente possibile».
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Se il subentrante accetterà, avremo un Governo composto da cinque consiglieri di cinque partiti diversi.
Carobbio Guscetti: «Dovremo lavorare insieme nell'interesse del cantone. Succede di avere cinque rappresentanti di partiti diversi. Sono le persone scelte dalla popolazione. Lavoreremo insieme anche nella diversità delle opinioni politiche per trovare soluzioni di fronte alle grandi sfide di questo cantone».
Zali nel suo comunicato non fa riferimento alla vicenda del 14.enne alla Farera. Questo atteggiamento "arrogante" non intacca anche la vostra immagine istituzionale?
De Rosa: «Ogni persona ha la sua personalità, ha i suoi modi, ha il suo stile. Il collega è stato democraticamente eletto ed è in Consiglio di Stato da tanti anni e anche voi giornalisti avete potuto conoscere il suo stile. È un dato di fatto di cui va preso atto. Diverso è il merito. E determinate frasi e determinati concetti non sono tollerabili. Sono piani diversi. Stile, questioni della vita privata e altri aspetti che sono di interesse pubblico».
Carobbio Guscetti: «Vorrei ricordare che nel caso del minorenne è stata aperta un'istruttoria da parte del Ministero pubblico al quale spetterà, eventualmente, dare altre spiegazioni».
Che cosa significa un subingresso a meno di un anno dalle elezioni?
Carobbio Guscetti: «Un subingresso può sempre capitare. Il Governo deve garantire la continuità del lavoro sui dossier aperti, nelle discussioni con il Parlamento e nei servizi rivolti ai cittadini. Da qui le decisioni spiegate oggi, a seguito della gravità della situazione e della necessità di andare avanti. Noi siamo anche direttori di Dipartimenti e continuiamo a svolgere questo compito. Il Governo, nella nuova composizione, farà le giuste valutazioni al suo interno. Siamo consapevoli che è un momento molto delicato e difficile».
Tra voi quattro, in queste riunioni, c'è stato un confronto sui vostri atteggiamenti singoli nei confronti di quanto emerso in questi giorni?
Carobbio Guscetti: «C'è stata una discussione che proseguirà, anche approfondimenti su quanto avvenuto e che non dovrà più avvenire. Vogliamo evitare che queste situazioni si ripetano. Le verifiche le abbiamo fatte e continueremo a farle. Risponderemo anche agli atti parlamentari».
Avete però letto la presa di posizione personale di Zali. Condividete i toni?
Carobbio Guscetti: «Questa è una presa di posizione personale, non del collegio governativo. Così come non è stata richiesta dal Consiglio di Stato. Zali si assume la responsabilità di quello che ha detto e che ha scritto e se lo riterrà risponderà alle vostre domande. Noi rispondiamo per quello che ci compete. E condanniamo ogni forma di violenza, compresa quella verbale. Bisogna ristabilire la credibilità nelle istituzioni e la fiducia della popolazione. Non è una situazione facile per nessuno, neppure per il Consiglio di Stato. È possibile che avremmo dovuto dire delle cose prima, più velocemente. Però penso che la credibilità delle istituzioni passa anche dal ponderare le decisioni che vengono prese e nell'affrontarle. Lo abbiamo affrontato in una settimana difficile per il cantone, per la popolazione, per chi lavora nell'Amministrazione cantonale, ma anche per i consiglieri di Stato. Ci sono anche delle situazioni personali difficili e affrontare questa situazione non è stato facile nemmeno per noi e nemmeno per me come donna».
Sulla lettera consegnatavi da Zali per le dimissioni, quando l'avete ricevuta, quali sono i contenuti? Avete chiesto un passo indietro?
Carobbio Guscetti: «Vi leggo la lettera che ci è stata consegnata da Claudio Zali, indirizzata al Consiglio di Stato. "Dimissioni – Cara vicepresidente, cari colleghi, la presente ad ogni effetto di legge, per comunicare la mia rinuncia alla carica di consigliere di Stato, con effetto al 30 settembre 2026. Con effetto immediato rinuncio anche alla carica di presidente del collegio governativo. Cordiali saluti. Claudio Zali". Come detto più volte, abbiamo già discusso ieri della questione della presidenza. Questa mattina abbiamo fatto una formalizzazione delle nostre decisioni. Il consigliere Zali ci ha consegnato la sua presa di posizione personale poco prima che diventasse pubblica».
Avete auspicato un passo indietro?
Carobbio Guscetti: «Noi abbiamo discusso giovedì della questione che ci sembrava urgente della responsabilità dei settori Magistratura e Polizia. Abbiamo discusso sulla presidenza e chiesto di rinunciare alla presidenza. Sapevamo che la questione della carica di consigliere di Stato è una decisione che va presa autonomamente. Non entro nel merito delle discussioni, che sono state molto lunghe».
Si è parlato spesso in questi mesi di "sfera privata". Che cosa ne pensate, ora?
Carobbio Guscetti (sugli audio): «La nostra posizione è chiara. La violenza e l'incitazione alla violenza verbale è inammissibile. E non riguarda la sfera privata. Non accettiamo che un rappresentante delle istituzioni possa pronunciare queste parole».
De Rosa (sulla mail all'EOC): «Per quanto riguarda la mail del collega all'EOC, nella quale ero in copia, a distanza di oltre 6 anni e fuori dalla situazione contingente nella quale ci trovavamo durante la pandemia, il Consiglio di Stato si è già espresso sui toni e sui contenuti della mail ritenendoli "discutibili". E io stesso riconosco l'inadeguatezza di questi toni e contenuti e mi dispiace sinceramente se non ho dato la giusta attenzione e priorità che all'epoca erano tutte orientate alla lotta contro il virus. Detto questo, il Consiglio di Stato si è espresso sulle modalità e nei torni, mentre nel merito verrà data risposta all'atto parlamentare pendente».
Carobbio Guscetti (sul minorenne detenuto alla Farera): «C'è stata la seduta straordinaria di giovedì e in quella giornata il Consiglio di Stato ha appreso dell'apertura di un'istruttoria da parte del Ministero pubblico e abbiamo chiesto la rinuncia della responsabilità politica di Magistratura e Polizia. Del caso, lo sapete, se ne sta occupando anche l'Alta vigilanza parlamentare».
Siete stati accusati di "essere rimasti alla finestra" in una vicenda importante. Non potevate agire in maniera più incisiva, magari togliendogli la presidenza?
Carobbio Guscetti: «Non credo che la responsabilità istituzionale si misuri sulla rapidità di una dichiarazione, ma sulla serietà con cui si affrontano situazioni delicate. Noi, in un contesto difficile, abbiamo fatto tre sedute di Consiglio di Stato. Giovedì abbiamo deciso di togliere la responsabilità della Magistratura e della Polizia. Ieri e oggi abbiamo fatto altre due riunioni in cui abbiamo discusso e preso delle decisioni. Per quanto riguarda il fatto di ritenere inaccettabili delle dichiarazioni violente, lo abbiamo detto subito nelle prese di posizione pubbliche. Era corretto procedere con queste valutazioni al nostro interno. Le discussioni sono state lunghe e importanti. Togliere delle competenze a un collega non è una decisione semplice e presa alla leggera».
Vitta: «La priorità giovedì è stata dato sulla tematica delle competente su Magistratura e Polizia. Il tema della presidenza è stato affrontato ieri. Siamo anche in estate in cui non ci sono riunioni e sedute del Consiglio di Stato se non quelle straordinarie. Ieri la discussione è stata affrontata e oggi è stata formalizzata la decisione che vi è stata comunicata».
Gobbi, può prendere posizione sul comunicato della Lega, in cui non leggo una presa di distanza dalle parole di Zali?
Gobbi: «Quando si diventa consiglieri di Stato si è consiglieri di Stato del canton Ticino e non di un partito. Quindi, non rispondo. Può rivolgere la domanda al coordinatore del Movimento».
Senza la decisione di Zali, voi come colleghi non avreste agito diversamente?
Gobbi: «La competenza pertinente al Governo è di attribuire la presidenza – come discusso ieri – e dei dipartimenti – nella riunione di giovedì scorso. Quando una persona è eletta, anche se si trova sotto inchiesta penale, questa persona rimane eletta. Può autosospendersi, ma fino a una decisione cresciuta in giudicato di carattere penale con reati contrari alla dignità della carica, la persona rimane al suo posto. Destituire un proprio collega è una non competenza del Consiglio di Stato. E ci mancherebbe, perché sarebbe molto problematico».
La comunicazione al Governo da parte di Zali è la stessa che ha mandato a Radio Ticino?
Carobbio Guscetti: «Il consigliere di Stato ha informato il Governo sulla sua decisione di lasciare alla fine di settembre. L'informazione data ai media è un'informazione personale, non del Governo. Al Consiglio di Stato ha dato una lettera formale di lasciare la carica».
Come commentate l'assenza di Zali? Siete voi quattro a metterci la faccia, oggi.
Carobbio Guscetti: «Zali ha dato un'informazione questa mattina, le sue motivazioni sulla decisione di lasciare il Consiglio di Stato. Noi, come Governo, abbiamo ritenuto indispensabile presentarvi quello che è successo in questi giorni, le decisioni prese e che cosa succederà nei prossimi giorni e per rispondere alle vostre domande in una situazione molto difficile per il cantone. Il consigliere di Stato Zali, se lo vorrà, potrà prendere ulteriormente posizione e rispondere alle vostre domande nei prossimi giorni».
Ancora Marina Carobbio Guscetti: «A titolo personale e a nome del Consiglio di Stato, ribadisco che la violenza, in tutte le sue forme, compresa la violenza di genere e l'incitazione alla violenza sono inaccettabili, da qualunque parte provengano. Le parole dette, di cui si è molto parlato, sono inammissibili e vanno stigmatizzate con la più grande fermezza. Non posso che ribadire la necessità di riconoscere la prevenzione e la lotta alla violenza. La lotta alla violenza di genere è una priorità di questo Cantone. Gli sforzi e i mezzi per prevenirla vanno rafforzati. Inoltre, l'auspicio e l'impegno del Consiglio di Stato è di lavorare per costruire un clima costruttivo e di fiducia».
Norman Gobbi spiega le procedure di subingresso: «La carica di consigliere di Stato sarà vacante dal 1. ottobre 2026 e l'obiettivo è di garantire l'operatività del Consiglio di Stato e una transizione ordinata. Per questo la procedura sarà avviata già nel mese di settembre, con la richiesta di accettazione da parte del primo subentrante. In caso di accettazione verranno eventualmente avviate le necessarie procedure per risolvere eventuali incompatibilità. Successivamente verrà organizzato il momento di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi che sancirà l'effettiva entrata in funzione del nuovo consigliere di Stato».
Ancora Carobbio Guscetti: «Zali ha comunicato le dimissioni con effetto al 30 settembre 2026. Il Governo ha preso atto della decisione, che nei suoi modi e nei suoi tempi rientrava nella competenza esclusiva del consigliere di Stato Zali. Il nostro compito, come Consiglio di Stato, oltre a rinstaurare la fiducia dei cittadini e la credibilità delle istituzioni, è anche quello di adoperarci per assicurare il buon funzionamento delle istituzioni e dell'amministrazione cantonale in questa fase di transizione e in questo momento difficile. Con l'obiettivo di un passaggio di consegne ordinato al successore del collega».
De Rosa: «La seduta straordinaria di giovedì scorso il Consiglio di Stato aveva appreso dell'apertura dell'istruttoria nei confronti del nostro collega riguardante il caso del minorenne detenuto alla Farera. Il Governo ha chiesto la rinuncia delle responsabilità politica sui settori della Magistratura e della Polizia cantonale. Competenze in via transitoria dal Governo, esercitate per il tramite di Marina Carobbio Guscetti».
E sulla presidenza? «Oggi, spiega Christian Vitta, è stato nominato il nuovo ufficio presidenziale secondo il principio della rotazione. Da subito e fino al subingresso del subentrante, Marina Carobbio Guscetti sarà presidente e Raffaele De Rosa sarà vicepresidente».
La prima a prendere la parola è Marina Carobbio Guscetti, vicepresidente del Consiglio di Stato: «Oggi siamo confrontati con una situazione molto delicata per il nostro cantone, che mina la fiducia nelle sue istituzioni all'interno del Ticino e nei confronti del resto del Paese. Nel corso dell'ultima settimana il Consiglio di Stato si è riunito tre volte. Questa mattina ha preso atto della decisione di Claudio Zali di dimettersi. Gli approfondimenti effettuati e le decisioni prese dal Governo hanno l'obiettivo di proteggere le istituzioni, ristabilirne la credibilità e instaurare la fiducia dei cittadini e delle cittadine».

