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Ticino
Classi in quarantena: “Criteri adeguati?”
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
5 anni fa
Alcuni granconsiglieri interrogano il governo sulle procedure di messa in quarantena delle classi scolastiche

La nuova procedura per la gestione dei casi di Covid-19 a scuola prevede che le classi siano messe in quarantena quando hanno più di due allievi positivi al Covid-19, mentre i compagni possono tornare in classe, se sono negativi ovviamente, quando i casi sono al massimo due.

Una regola che secondo i deputati Edo Pellegrini, Roberta Soldati, Lara Filippini, Paolo Pamini, Tiziano Galeazzi, Daniele Pinoja, non è adeguata. I granconsiglieri del gruppo Udc lo sottolineano attraverso un’interpellanza. “Ora, pur rendendoci conto che un criterio occorre stabilirlo, osserviamo che una questione è avere due casi positivi in una classe di 25 allievi (8%), un’altra è averli in una classe di 12 allievi (16.7%!). In ogni caso, ammettendo che la classe sia di 20 allievi, la percentuale sarebbe del 10%. Se, invece di una classe, ragionassimo sull’insieme della popolazione ticinese, il 10% di positivi significherebbe 35’000 persone circa”, scrivono. “Ci chiediamo: non si prenderebbero provvedimenti avendo 35’000 positivi in Canton Ticino?”.

Inoltre aggiungono: “Le citate disposizioni del DECS prevedono test antigenici (non obbligatori) per tutta la classe quando si scopre un caso positivo. Data anche la bassa affidabilità, specialmente per quel che riguarda le varianti, di tale tipo di test, è possibile che, anche in presenza di soli uno o due casi positivi, altri allievi della classe siano, in realtà positivi. Per chi risulta negativo al primo test, le disposizioni prevedono un test facoltativo da effettuare, nelle farmacie, a partire da dopo 5 giorni. Come noto, i sintomi possono apparire anche dopo 5 giorni. Comunque si sa di persone cui le farmacie hanno fissato un appuntamento dopo 7-10 giorni, poiché oberate. In questa situazione vi è il rischio di allievi che senza saperlo (magari asintomatici) infettino altri, in attesa di fare il test”.

E concludono: “Molto perplessi ci lascia poi il fatto che, nella lettera alle famiglie allegata alle disposizioni citate, si dia la facoltà ai genitori degli allievi di lasciare ai figli stessi la scelta se sottoporsi o meno al test”.

Queste le loro domande al Consiglio di Stato:
1. Non ritiene che decretare la quarantena di classe solo dopo il riscontro di (almeno) 3 casi positivi in una classe sia un approccio un po’ pericoloso?
2. Vi è la certezza che al 5° giorno sia realmente possibile fare il test in una farmacia? È stato fatto un controllo se le farmacie hanno sufficienti test e risorse per effettuarlo al 5° giorno?
3. Non ritiene che lasciare la scelta se sottoporsi o meno al test a bambini di 11-12 anni sia fuori luogo?

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