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Ticino
Classi da 22 allievi, parla Franscella
Redazione
13 anni fa
Intervista a Claudio Franscella, presidente della Commissione scolastica del Gran Consiglio. "Bertoli ci lasci lavorare"

È vero, come sostiene il consigliere di Stato Bertoli, che la Commissione scolastica sul messaggio inerente la diminuzione di allievi per classe da 25 a 22 ha fatto melina? "Assolutamente no. Inizio con il dire che la commissione scolastica in quest’ultimo anno ha lavorato in maniera molto intensa. Per quanto riguarda il messaggio inerente la diminuzione di allievi per classe da 25 a 22 devo dire che lo stesso è arrivato sui nostri banchi a fine novembre 2012 e che contiene, fatto strano, due oggetti ben distinti: la riduzione del numero di allievi per classe e la generalizzazione delle direzioni negli istituti comunali. Un messaggio dal doppio e differente contenuto e arrivato in un momento difficile dal profilo finanziario (nel bel mezzo della discussione sul preventivo 2013) che ha pure portato a proporre dei tagli finanziari anche nel settore scolastico e in particolare agli stipendi dei docenti. La commissione, che ha avuto quindi lo spazio solamente per alcune riunioni e che, tra l’altro, aveva sul suo tavolo altre importanti tematiche (politica universitaria dei prossimi tre anni, abilitazione della docenza in parallelo a una professione, la questione dei livelli di scuola media, l’iniziativa meno ore sui banchi e meno insegnamento mnemonico, solo per citarne alcuni) ha voluto comunque procedere da subito anche ad alcune audizioni e approfondimenti per capire le reali necessità delle proposte contenute nel messaggio in questione. I commissari hanno pure voluto, prima di esprimersi definitivamente, confrontarsi con i propri gruppi parlamentari. Confermo quindi che l’iter della commissione è corretto e puntuale, semmai, vista la situazione finanziaria attuale, posso considerare poco tempestiva la presentazione di questo messaggio." Ma quali sono le posizioni in commissione? "Le posizioni non sono univoche e le discussioni in merito ci sono. C’è chi sostiene che la misura sia opportuna e indispensabile (soprattutto chi sostiene o ha paura dell’iniziativa popolare pendente “aiutiamo le scuole comunali), c’è chi invece sostiene che la stessa debba essere valutata con maggior attenzione indipendentemente dalle pressioni esterne." Quali sono quindi i prossimi passi? "La commissione, che deve agire nella massima indipendenza e convinzione, ha quindi deciso di proseguire nel suo iter senza farsi pressare da alcun condizionamento e ha deciso di scorporare il messaggio 6713, dando così la possibilità alla proposta di generalizzazione progressiva delle direzioni negli istituti comunali di essere evasa già nelle prossime sedute (visto che è condivisa dalla commissione). Nel contempo ci sarà quindi la possibilità di effettuare un maggiore approfondimento sulla questione controversa della diminuzione di allievi per classe. Sarà importante capire se la riduzione del numero massimo di allievi per classe migliora o meno la qualità della scuola, se eventualmente differenziare la riforma tra scuola elementare e media e se, del caso, tenere aperto il discorso di 22 allievi per classe anche per la scuola dell’infanzia." Qual è la sua posizione personale? "Io non sono contrario per principio, costato però che la proposta di diminuire gli allievi per classe da 25 a 22 -approvata in consultazione solamente da una cinquantina di comuni sui 70 che hanno risposto positivamente alla consultazione- ha un costo di 15 milioni di franchi e va a toccare solo il 10% delle sezioni in Ticino. Infatti occorre dire che la media di allievi per classe ha subito una leggera diminuzione nel tempo: dal 1995 al 2010 si è passati da 21,4 allievi per classe a 20,8 nelle scuole del’infanzia, per le scuole elementari i dati ci dicono che la media si situa attorno ai 18,6 allievi per classe. E qui siamo sotto la media svizzera che si situa attorno alle 19,4 unità. Tutti gli specialisti che abbiamo ascoltato affermano poi che il miglioramen

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