
Le dichiarazioni del consigliere di Stato Norman Gobbi (“È stato un errore dare quell’incarico a un italiano”, vedi suggeriti) sono passabili di "denuncia per discriminazione razziale". A dirlo ai microfoni di TeleTicino è stato l’avvocato luganese Paolo Bernasconi, che era stato contattato da un gruppo di cittadini italiani intenzionati a denunciare il direttore del Dipartimento delle istituzioni. L'avvocato non aveva escluso che le prime denunce sarebbero potute arrivare a breve.
E qualcosa, infatti, pare si stia muovendo. Da qualche giorno sulla pagina Facebook del gruppo “Frontalieri Ticino” (da non confondere con l’Associazione Frontalieri Ticino presieduta da Eros Sebastiani) è attiva una discussione su un’eventuale denuncia da presentare nei confronti di Gobbi per “discriminazione razziale”, una vera e propria ‘class action’ che vorrebbe coinvolgere cittadini svizzeri e italiani.
L’obiettivo è quello di unire una ventina di persone di entrambe le nazionalità. “Gli italiani non sono un capro espiatorio e gli svizzeri meritano un governo neutrale senza talk show fatto di inneggiamenti al razzismo e caccia al frontaliere”, si legge.
Attualmente pare che vi siano già state le prime adesioni. Provocazione oppure atto concreto?
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