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Ticino
Claro sul Corriere della Sera
Redazione
12 anni fa
Il quotidiano italiano dedica un ampio articolo al "logo per non far lavorare gli italiani"

Sta facendo discutere, l'adesivo creato dal Municipio di Claro per favorire le aziende che assumono manodopera residente in Ticino.

Un adesivo che indica la percentuale di personale residente alle dipendenze dell'azienda e che secondo gli auspici del Municipio dovrebbe consentire al pubblico di capire subito quali aziende impiegano residenti e quali no.

Ebbene, un primo obiettivo il Municipio di Claro l'ha già centrato, attirando l'attenzione nientepopodimenoche del principale quotidiano italiano, il Corriere della Sera, che ha inviato un suo corrispondente a Claro per capire cosa sta dietro a questo bollino.

Un bollino che, nel titolo, viene definito "il logo del Comune svizzero per non far lavorare gli italiani."

A dire il vero l'obiettivo del Comune di Claro non è "non far lavorare gli italiani", bensì "favorire i lavoratori residenti". Sono due cose diverse, ma tant'è.

Infatti il sindaco Roberto Keller spiega al Corriere della Sera che "il razzismo non c'entra niente."

"Lo so, l'iniziativa inevitabilmente apparirà antipatica specie se vista da parte italiana" afferma Keller. "Ma noi l'abbiamo adottata unicamente in un'ottica di trasparenza."

"Il problema lavoro per noi era gravissimo ed è peggiorato dopo che franco svizzero ed euro hanno raggiunto la parità" prosegue il sindaco di Claro, "ma si sa che di fronte a vantaggi di costo le imprese scelgono sempre di risparmiare. Però molte persone da tempo mi ripetono: sarei disposto a pagare merci o servizi qualche franco in più se almeno sapessi che vanno ad arricchire l'economia ticinese e non quella italiana. E così è nata l'idea della campagna a favore delle assunzioni locali. Claro è un comune piccolo, non sposteremo certo gli equilibri ma lanciamo un segnale: l’invito è destinato anche alle aziende dei centri più vicini al confine perché facciano altrettanto."

L'inviato del Corrierone obietta che un segnale del genere presta facilmente il fianco all'accusa di xenofobia. Ma Keller respinge l'obiezione, "perché l’appello è ad assumere residenti, che non significa necessariamente svizzeri ma anche stranieri che vivono stabilmente in Ticino."

È una questione di trasparenza, secondo il sindaco. "Non sta avvenendo la stessa cosa in Italia con i prodotti doc o la concorrenza sleale dei cinesi?".

L'articolo del Corriere della Sera si conclude con alcune considerazioni sulla situazione del mercato del lavoro in Ticino, che vede gli italiani in qualità di "cinesi".

"La volontà popolare fa a pugni con i trattati internazionali sottoscritti da Berna con Bruxelles e la soluzione è in alto mare" scrive l'inviato. "E allora non resta che affidarsi alle soluzioni «fai da te», come a Claro."

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