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Clamoroso: Savoia dice addio!
Clamoroso: Savoia dice addio!
Clamoroso: Savoia dice addio!
Redazione
11 anni fa
Da ieri non è più il coordinatore dei Verdi. "Vado via ma resto nella politica: non mi piacciono i culi di pietra"

Dopo otto anni Sergio Savoia ha detto basta: da ieri non è più il coordinatore dei Verdi. Una decisione, spiega lui, "assolutamente irrevocabile" e come scrive sul suo profilo Facebook, "una scelta fatta per poter essere più libero nel portare avanti le mie battaglie politiche".

Stupisce un po' la tempistica di questa scelta, visto che siamo a pochi giorni da un voto attesissimo.

Savoia lo spiega a LiberaTV:"Penso sia il momento migliore, la campagna per le federali è ormai chiusa e la gente sta già votando da giorni. Dopo otto anni in questo ruolo sono il presidente più longevo e visto che non mi sono mai piaciuti i culi di pietra ho pensato che non volevo diventarlo nemmeno io".

La sensazione, confida Savoia, è strana:"C'è un po' di malinconia frammista a tristezza per certi attacchi violenti e vigliacchi subiti. Ma essere leader di una forza politica significa anche dover sopportare certe situazioni".

Poi un attacco a Greta Gysin e alla lettera dei dissidenti non poteva mancare:"Si tratta di persone il cui agire politico manca di spessore. Io sono abituato a fare politica e a confrontarmi su progetti e proposte, non con atteggiamenti distruttivi e meschini".

Il bilancio degli otto anni alla testa del partito dei Verdi è comunque positivo:"Sono stato il primo coordinatore a condurre il partito ad avere un gruppo in Gran Consiglio e a confermarlo alle ultime cantonali, pur perdendo un deputato. Fatto condotto battaglie straordinarie e personalmente sono stato il più votato nonostante militassi in un piccolo partito. Questo dimostra l'affetto e l'apprezzamento di tantissimi ticinesi nei miei confronti".

Il suo comunque, chiude Savoia, non è un addio alla politica:"Non lascio la politica, questo è chiaro. Ora sarò libero per buttarmi in singole battaglie, come quella del raddoppio del Gottardo o contro l'Unione Europea".

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