
Aveva suscitato curiosità, nel giorno di Pasqua del 2013, il sequestro in dogana a Ponte Chiasso di 110 chilogrammi d'oro massiccio, in entrata dall'Italia alla Svizzera.
Perché a trasportarli era un'insospettabile famigliuola - padre, madre e tre figli - che aveva inscenato la classica gita pasquale, nascondendo i lingotti tra uova di cioccolato e colombe.
Il padre, un 53enne italiano che lavora come manager per una società svizzera e che vive nel Luganese, non aveva spiegato l'origine dell'oro.
Gli inquirenti avevano quindi dato il via alle indagini, cercando di capire come un semplice manager potesse essere finito in possesso di ben 110 chilogrammi di metallo prezioso. L'ipotesi era, ovviamente, quella del riciclaggio.
Un'ipotesi che, secondo quanto anticipa La Regione, potrebbe presto essere confermata (forse già oggi), e con sviluppi ben più clamorosi di quanto si potesse immaginare.
Grazie a quel sequestro del giorno di Pasqua gli inquirenti comaschi, che hanno potuto contare sulla collaborazione dei colleghi elvetici, avrebbero infatti scoperto un movimento illegale di ben 5 tonnellate di oro, per un valore di oltre 200 milioni di euro. Un record per i valichi italo-svizzeri.
Le persone indagate sarebbero una quindicina, tra cui il padre della famigliuola.
I particolari della vicenda, come detto, potrebbero essere svelati a breve, forse già oggi.
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