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Ticino
Clamorosa decisione sui radar
Redazione
12 anni fa
Da gennaio tutti gli incassi andranno al Cantone, e non più ai Comuni. I quali, colti di sorpresa, esprimono il proprio malcontento

Dal 1° gennaio 2015 tutti gli incassi derivanti dalle multe appioppate grazie ai radar fissi andranno al Cantone, il quale non verserà più niente ai Comuni. Il Consiglio di Stato ha infatti disdetto per il prossimo 31 dicembre la convenzione sottoscritta nel 2010 con i 9 Comuni che ospitano le postazioni fisse.

La clamorosa decisione, che ha colto di sorpresa tutti e 9 i Comuni interessati, è riportata oggi dal Corriere del Ticino.

I Comuni di Agno, Avegno Gordevio, Gambarogno, Gudo, Magliaso, Maroggia, Quinto, Serravalle e Vezia dovranno quindi fare a meno degli introiti derivanti dai radar posati sul loro territorio. Una decisione, quella del Consiglio di Stato, che ovviamente ha fatto storcere più di un naso.

Il Municipio di Gudo, ad esempio, parla di "convenzione sorprendentemente disdetta".

"Quei soldi ci mancheranno" afferma dal canto suo il sindaco di Serravalle Luca Bianchetti.

I radar fissi, infatti, permettono di incassare un bel bottino, circa 3,2 milioni di franchi annui. La convenzione ora disdetta dal Governo prevedeva che per ogni procedura di contravvenzione il Cantone mettesse da parte 20 franchi. A fine anno il totale veniva spartito in parti eque tra i Comuni dove sono ubicate le postazioni, che incassavano così circa 40-45mila franchi annui. In precedenza, invece, gli incassi venivano spartiti secondo il numero di infrazioni rilevate nel singolo ente locale.

Ora non sarà più così, tutti i soldi resteranno nelle casse del Cantone. Il segretario generale del Dipartimento delle Istituzioni, Guido Santini, ha motivato la disdetta con il fatto che con l'entrata in vigore della Legge sulla collaborazione tra la Polizia cantonale e le Comunali non si giustifica più il mantenimento della situazione attuale. Ma c'è anche chi pensa che il vero motivo della disdetta sia solo quello di rimpinguare le casse del Cantone a scapito di quelle dei Comuni.

Una supposizione subito stroncata dal direttore del Dipartimento delle Istituzioni, Norman Gobbi, il quale in seguito alla pubblicazione dell'articolo ha scritto su Twitter: "Rimpinguare le casse" con il 0.2-0.3% del disavanzo? Un corso di aritmetica accelerata gioverebbe ai "maligni"..."

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