
C'è chiaramente delusione nelle parole con cui il presidente dell’Associazione ticinese degli insegnanti di storia (ATIS), Maurizio Binaghi, commenta su Radio 3i il risultato della votazione odierna sull'insegnamento della civica, approvato dal 63,4% dei ticinesi.
"Noi siamo partiti, soprattutto come insegnanti di storia, da soli" afferma Binaghi, membro del comitato contrario alla modifica di legge. "Avevamo contro il Gran Consiglio, avevamo contro tutti i partiti. Durante la campagna siamo riusciti a creare intorno a noi un gruppo importante e su questo siamo contenti."
"È chiaro che non possiamo dirci contenti del risultato, evidentemente" prosegue Binaghi. "Quello che noi possiamo prendere atto è che la popolazione ha dato un chiaro segnale di interessamento all'insegnamento della civica, su cui noi evidentemente siamo d'accordo. Perché noi come comitato per il no non eravamo contro la civica, come era spesso facile dipingerci. Eravamo per un sì alla civica, ma un sì diverso da quello che era proposto dalla modifica di legge."
"Alla nostra posizione si erano aggiunti genitori, docenti, esperti, direttori e così via" dichiara l'insegnante di storia. "Quindi il mondo della scuola vede questa implementazione della modifica di legge come qualcosa di non così facile da mettere in atto. Spetterà poi alla scuola riuscire a conciliare quelle che sono le chiare esigenze della popolazione, con quelle che sono le difficoltà di implementare questa modifica di legge."
Ma cosa ha giocato a favore del sì? "Ha giocato a favore del sì la difficoltà di poter esprimere quella che era la nostra posizione" risponde Binaghi. "È chiaro che dal punto di vista di coloro che erano favorevoli alla modifica di legge il messaggio era chiaro: sì alla civica. I mezzi finanziari a disposizione erano inoltre piuttosto importanti. Noi dovevamo dire sì alla civica, ma non questa. Abbiamo cercato di farlo, probabilmente non siamo riusciti a farlo nel migliore dei modi. D'altra parte dobbiamo anche segnalare che noi non avevamo a disposizione le risorse dei favorevoli, ma questo è un altro discorso."
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