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Civica: "Materia separata? Non condividiamo"
Civica: "Materia separata? Non condividiamo"
Civica: "Materia separata? Non condividiamo"
Redazione
9 anni fa
Il Collegio dei docenti della Scuola media Bellinzona 2 invita la popolazione a respingere iniziativa e controprogetto

Il Collegio dei docenti della Scuola media Bellinzona 2, riunitosi ieri in seduta plenaria, ha ritenuto doveroso esprimere il proprio parere sulla questione dell’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole dell'obbligo, vista l'imminente votazione popolare, in una presa di posizione che riportiamo di seguito:

"Pur concordando sull’importanza dell’educazione dei giovani alla cittadinanza e sulla necessità di conoscere i fondamenti del nostro Stato e le istituzioni che ne garantiscono il funzionamento, riteniamo che fare dell’educazione civica una materia separata, scorporandola dalla storia in particolare e dalle altre discipline scolastiche in generale, non sia una scelta condivisibile", scrivono i docenti.

"In primo luogo lo studio della storia permette agli allievi di comprendere il lungo e travagliato percorso che ha portato allo sviluppo del concetto di diritto, al progressivo allargamento della partecipazione politica, alla nascita delle istituzioni democratiche, nonché alle combattute conquiste sociali che hanno reso migliore (seppure ancora di molto perfettibile) la vita di milioni di persone. Tali sviluppi sono comprensibili solo se inseriti nel quadro complesso della storia dell’umanità".

"Inoltre il nuovo Piano di studi - elaborato in relazione al concordato Harmos, sottoscritto dal nostro Cantone nel 2009 - ricerca sempre maggiori sinergie tra le discipline e fissa traguardi di competenza trasversali da raggiungere in un’ottica condivisa. In questo contesto scorporare la civica creando un “cassettino” a sé stante appare una scelta contradditoria rispetto alle linee guida già in fase di implementazione".

Per queste ragioni, di fronte all’imminente votazione popolare, i docenti della Scuola media Bellinzona 2 invitano i cittadini ticinesi a respingere tanto l’iniziativa quanto il controprogetto parlamentare.

"Riteniamo che l’unico strumento adeguato per potenziare l’insegnamento della civica sia proprio il nuovo Piano di studi, nel quale fissare le competenze di base e le conoscenze che gli allievi dovranno far proprie durante la scuola dell’obbligo- conclude la nota dei docenti - Tali traguardi devono essere inseriti nell’ambito della storia, ma anche proposti come competenze trasversali da sviluppare in tutte le discipline, utilizzando per esempio lo strumento delle giornate progetto, previste tra l’altro nella riforma La scuola che verrà".

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