Cerca e trova immobili
Ticino
Cittadini del Luganese criticano il Piano direttore cantonale
Cittadini del Luganese criticano il Piano direttore cantonale
Cittadini del Luganese criticano il Piano direttore cantonale
Redazione
9 anni fa
Inviato al DT un documento con alcune proposte riguardanti la modifica del Piano Direttore cantonale. Ecco quali sono

I Cittadini per il territorio del Luganese (Massagno, Viva Gandria, Uniti per Bré, CT Viganello, Capriasca ambiente, Pian Scairolo, AQ Bomborozzo) hanno preso posizione sulle proposte di modifica del Piano Direttore cantonale e hanno inviato al Dipartimento del territorio un documento, che riportiamo di seguito, contenente le loro proposte.

Proposte di modificazione del Piano direttore cantonale (PD) - Schede R1, R6, R10

1. Il PD deve essere adattato alla LPT• La proposta è ben formulata dal Dipartimento del territorio e mira ad adeguare il PD alla nuova stesura della LPT.

• Sviluppo centripeto = sviluppo all’interno- Limitazione delle zone edificabili- Densificazione degli insediamenti- Sviluppo compatto nelle aree adatte, servite dai trasporti pubblici- Aumento della qualità degli insediamenti

• Si tratta di enunciazioni di principio- L’unica vera scelta vincolante contenuta nella proposta è quella di non permettere l’estensione delle zone edificabili (con possibilità di deroga da parte del Cantone)- Per il resto, temiamo, sono raccomandazioni e analisi non sufficientemente incisive.

2. Domande:• Perché le buone intenzioni del PD negli ultimi decenni, di fatto non hanno disciplinato lo sviluppo virtuoso del territorio?

• Perché dovremmo credere che adesso sarà diverso?

3. Risposte:• Perché lo sviluppo irrazionale e lo sperpero del territorio che si sono osservati fino adesso, sono stati, purtroppo, conformi alle direttive del PD e sono state avallate dal Dipartimento del territorio.

• Perché il PD contiene grossolani errori che non sono stati corretti.

• Perché non c’è segno di voler imparare dagli errori del recente passato. Non si tratta di ricercare i colpevoli, ma di cambiare realmente strada.

4. ErroriCi riferiamo al Luganese, perché è la nostra regione e perché è quella che conosciamo meglio delle altre.

• Lo sviluppo del Luganese è diretto dalla scheda R/M3.

• Essa si basa sulla proposta del PAL2, clamorosamente fallimentare, che a fronte di investimenti per 700 mio fr (!):- Conferma e addirittura accresce le congestioni stradali- Non frena la dispersione degli insediamenti- Non migliora l’inquinamento atmosferico- Lascia invariato il rapporto d’uso dei trasporti pubblici, misero.

• Nel Luganese il PD indica le zone di sviluppo strategico in contrasto con le sue stesse direttive (e ovviamente della LPT). Le regole per scegliere le zone di sviluppo prioritarie sono stabilite dalla LPT e dalla scheda R6 e sono principalmente due:- Sviluppo nei luoghi ben allacciati ai trasporti pubblici- Sviluppo secondo il principio: “prima le infrastrutture poi gli insediamenti”.

Delle 4 zone prescelte dal PD per lo sviluppo prioritario e strategico del Luganese, ben due non sono conformi a questi principi. Le zone strategiche del Pian Scairolo (Porta Sud) e di Cornaredo (NQC, Porta Nord) non sono sufficientemente ben allacciate ai trasporti pubblici e vengono sviluppate prima di essere dotate di efficienti infrastrutture di trasporto.

• Il PD è responsabile del mostruoso PR del Pian Scairolo.- I Comuni hanno redatto un PR intercomunale che segue pari-pari l’indirizzo del PD. Si tratta di uno sviluppo eccessivo (più del doppio dell’odierno), con gravi errori di concezione e di redazione, inconciliabile con le infrastrutture di trasporto e con l’ambiente.- Il Dipartimento del territorio ha permesso che tale assurdo e infondato PR venisse elaborato durante 10 anni, con spese milionarie. L’esame preliminare del DT, ambiguo e accomodante, non ha interrotto l’esercizio.

• Il PD non ha messo paletti utili e vincolanti per lo sviluppo del Piano del Vedeggio.- Non ha voluto riconoscere che nel Piano del Vedeggio si è realizzato un secondo polo luganese, complementare ma non suddito a Lugano. Il riconoscimento avrebbe facilitato molte scelte.- Ha trascurato, per es., che nello sviluppo del Piano del Vedeggio altrettanto importante della creazione dei posti di lavoro è la realizzazione di abitazioni ad essi legate.- Non ha riveduto i vincoli dell’aeroporto di Agno, che da anni creano difficoltà allo sviluppo del Piano del Vedeggio.- Non ha difeso l’area di Cavezzolo, centrale e determinante per lo sviluppo del Polo, dalle manovre dei progettisti di strade e tramvie.

• Avalla un orrendo piano viario per il comparto di Cornaredo, che fa scempio del paesaggio sul Cassarate e rovina le proprietà pubbliche a sud dello Stadio.

• Ha sostenuto un MasterPlan sbagliato sulla trincea di Massagno- Facendo perdere 10 anni alla progettazione della Stazione FFS di Lugano, e sprecando un mio di franchi pubblici.- Mettendosi contro buona parte dei cittadini, insistendo su una proposta che non era condivisa.

5. Densificazione ed estensione delle zone edificabili.• Lo sparpagliamento degli insediamenti nel territorio è un fenomeno negativo che va arginato, perché esso rovina il paesaggio ed impedisce la crescita di un sistema di trasporto pubblico efficace.

• Le zone edificabili del Cantone contengono elevate riserve (+58%). Le maggiori riserve si riscontrano nel Luganese (+75%), in particolare nelle sue zone abitative estensive (+64%) e in quelle lavorative (+98%). La situazione attuale dei PR permette dunque di edificare ben oltre i bisogni futuri, in particolare ben oltre quelli che si manifesteranno nei prossimi 15 anni. Il blocco dell’estensione delle zone edificabili, preconizzato dal PD, non frena il fenomeno dello sparpagliamento delle nuove edificazioni. In questo senso le nuove disposizione del PD non sono efficaci.

• La volontà di densificare i nuovi insediamenti, accentua ancor di più la sovrabbondanza dell’offerta di edificabilità. Noi riteniamo prioritario lo sviluppo densificato e di qualità nelle zone adatte, ben servite dai trasporti pubblici (in particolare di quelli su rotaia), per cui chiediamo che simultaneamente alla densificazione si freni lo sviluppo periferico.

• Proponiamo di adottare una politica basata su due pilastri: uno, l’esclusione dalle zone edificabili dei terreni che nell’interesse pubblico meritano di essere conservati senza edificazioni (per esempio zone di protezione dei nuclei, dell’agricoltura, della viticultura, del paesaggio); due, che si introducano criteri di attuazione a tappe, secondo i bisogni di edificazione e i programmi di realizzazione delle infrastrutture per l’urbanizzazione.

Questi nuovi indirizzi devono, a nostro parere, essere adottati dal Cantone e fatti applicare ai Comuni con rigore. La proposta del PD, com’è stata formulata, non è adatta a frenare lo sparpagliamento delle costruzioni e deve dunque essere sostanzialmente riveduta.

6. Conclusioni• Si è visto che in pratica le norme del PD:- hanno indirizzato (e indirizzano) in modo indesiderato una parte dello sviluppo territoriale recente (per es. Luganese, scheda R/M3)- non hanno frenato la dispersione degli insediamenti né la salvaguardia dei valori e delle memorie meritorie di essere conservate.

• Si deve cambiare, lo dice la nuova LPT, lo conferma il popolo che l’ha largamente sostenuta, lo dicono i funzionari che hanno redatto questa modifica del PD, e a cui vogliamo credere.

• Come?

7. Cosa vorremmo• Che il PD si ponga chiari obiettivi e indichi regole vincolanti di comportamento.• Per esempio che il PD e il Dipartimento del territorio- applichino nella pratica il principio: “prima le infrastrutture, poi lo sviluppo”- impediscano la dispersione degli insediamenti, fermando temporaneamente o riducendo le aree edificabili dove è opportuno. (vedi nostro punto 5)- rivedano immediatamente la scheda R/M3 per il Luganese, direttiva responsabile di uno sviluppo dell’agglomerato, sbagliato, irrazionale e enormemente costoso.

• Che il Dipartimento del territorio smetta di elaborare e sostenere progetti infrastrutturali controversi, errati nella concezione, e privilegi invece la realizzazione di buoni progetti, di qualità, in grado di raccogliere l’ampia adesione dei cittadini.

8. L’esame preliminare dei PR• Non concordiamo con la proposta di abolire l’esame preliminare del PR da parte del DT.

• Auspichiamo che la procedura venga semplificata e che l’atto sia mirato e sintetico. Più le direttive del PD e del Dipartimento del territorio in materia di elaborazione dei PR saranno chiare e complete, più l’esame preliminare sarà semplice e facile.

• Per i Comuni, l’atto dipartimentale resta un aiuto alla compilazione del PR, utile come la partecipazione dei cittadini.

9. Forte sovraccarico amministrativo• Il PD introduce un nuovo strumento a carico dei Comuni: Il programma di azione comunale per lo sviluppo centripeto.• Ora i Comuni dovranno elaborare, prima o insieme al PR:- Il compendio dello stato dell’urbanizzazione (art. 31 OPT)- Il programma di urbanizzazione (art. 19 LPT)- Il programma di azione comunale per lo sviluppo centripeto (PD R6).

• È un carico amministrativo gravoso e quasi insopportabile.- I comuni, nemmeno quelli grandi, sono attrezzati per affrontarli in tempi brevi.- Gli operatori tecnici competenti sono scarsi.- Il lavoro richiesto è complesso, non facile e di ingente mole. Non può essere smaltito nei modi semplici e nei tempi brevi che i responsabili del PD hanno prospettato.- Bisogna contare su un prolungamento dei tempi? (vedi NZZ 5.9.2017, prof Andreas Schneider)- E intanto le cose, con forte probabilità, andranno avanti sui vecchi binari, in modo insoddisfacente.

• Urgenti e necessari sarebbero dunque:- l’aiuto e il sostegno tecnico amministrativo del Dipartimento del territorio, in particolare per l’elaborazione, l’archiviazione e la messa a disposizione delle informazioni sull’urbanizzazione esistente e futura, con metodo unitario, tecnicamente aggiornato.- la formazione di un maggior numero di operatori della pianificazione territoriale (SUPSI, Accademia)- la consulenza per i municipali e i consiglieri comunali che trattano, elaborano e approvano i PR- Il sostegno alle Autorità comunali, ai loro funzionari e operatori affinché essi, nei conflitti con gli interessi contrastanti, acquisiscano forza e autorevolezza.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata