
Ümit Y., il 35enne svizzero-turco a cui è stata revocata la cittadinanza elvetica, ricorrerà al Tribunale amministrativo federale contro la decisione della Segreteria di Stato della migrazione. Lo fa sapere il suo legale, avvocato Costantino Castelli, dalle pagine de La Regione.
Secondo il patrocinatore del 35enne, la decisione della SEM è un "provvedimento politico, giuridicamente molto fragile in relazione ai fatti su cui si fonda e contrario alla Costituzione federale". Inoltre potrebbe "spalancare le porte a una pericolosa discriminazione legalizzata".
L'uomo, ex dipendente di Argo 1, era stato condannato nell'agosto del 2017 dal Tribunale penale federale di Bellinzona a due anni e mezzo di reclusione per aver predicato l’islam radicale e reclutato combattenti per il gruppo fondamentalista islamico Jabhat Al-Nursa. Era finito in manette nel blitz anti-terrorismo disposto in Ticino dal Ministero pubblico della Confederazione il 22 febbraio del 2017, lo stesso giorno in cui gli inquirenti cantonali arrestarono il responsabile operativo della Argo 1.
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