
Dopo i terremoti passati sulle nomine cittadine in enti e società partecipate, Lugano ha deciso di fare chiarezza. La città ha presentato oggi all’attenzione del Consiglio comunale un regolamento per definire chi può sedere nei Consigli d’amministrazione e come gestire le retribuzioni. In conferenza stampa il municipale Tiziano Galeazzi ha fatto l’esempio dei trasporti pubblici luganesi (TPL): il rappresentante comunale che in futuro siederà nel Consiglio d’amministrazione dovrà dimostrare competenze giuridiche, sufficiente tempo ed un massimo di 70 anni. Questo indipendentemente dal colore politico. In altre parole, si darà priorità alle competenze.
Evitare screzi politici
In passato, sulle rive del Ceresio, l’appartenenza politica aveva più volte acceso gli animi, dal LAC all’aeroporto: “Visto che non c'era un regolamento si prestava spesso a interpretazioni, discussioni, e incidenti politici che rallentavano il percorso e potevano portare a insoddisfazioni nell'ambito delle decisioni”, ricorda la municipale Karin Valenzano Rossi a Ticinonews. “Il regolamento pone delle basi chiare, delle condizioni quadro per avere maggiore trasparenza, qualità e interlocuzione tra i gremi istituzionali, penso per esempio tra il Municipio e il Consiglio comunale”.
A chi è rivolto il regolamento
Oltre alle TPL, il regolamento approvato dal Municipio riguarda le Aziende industriali di Lugano e i suoi Servizi, Avilù Sa, il Casinò, la Società Funicolare Cassarate-Monte Brè e Verzasca SA. "Si tratta di società di diritto privato, a cui sono affidati dei compiti che sono anche dell'interesse pubblico e nelle quali la città detiene un azionariato importante, oltre il 50%", sottolinea ancora Valenzano Rossi. Società che già ora contano anche rappresentanti comunali. Secondo il regolamento le nomine saranno riservate solo a municipali o collaboratori.
Nomine vietate per i consiglieri comunali
Come già a livello cantonale, le nomine saranno invece vietate ai rappresentanti del Legislativo, il cui gremio sarà però chiamato a esprimersi sui profili identificati dal Municipio insieme alla società. Per Galeazzi è anche una vittoria politica: “Nel 2016, quado si trattava di scegliere i rappresentanti del LAC, abbiamo dato battaglia”, ricorda il municipale, che allora era capogruppo UDC e sedeva nel Legislativo.
La questione delle retribuzioni
Il regolamento, la cui genesi risale a una mozione PLR del 2012, ha trovato il consenso dell’Esecutivo su quasi tutto, ma non sul destino delle retribuzioni per i membri del CdA. Quelle dei collaboratori saranno infatti destinate alla città. Su quelle dei municipali non è stata trovata una maggioranza. Vedremo cosa ne penseranno i consiglieri comunali, che saranno chiamati a esprimersi anche sugli obiettivi strategici definiti dal Municipio. La speranza dell’Esecutivo è che il regolamento, una prima in Ticino, possa entrare in vigore all’inizio della prossima legislatura.

