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Città dei mestieri, "città degli inciuci PLR"
Città dei mestieri, "città degli inciuci PLR"
Città dei mestieri, "città degli inciuci PLR"
Redazione
8 anni fa
La Lega sul piede di guerra per il credito di 12,6 milioni: "Piena chiarezza o non si vota un centesimo il 18 giugno"

La Città dei Mestieri è finita al centro dell'attenzione dei domenicali Il Caffé e il Mattino della Domenica, che spulciano i retroscena dello stabile eVita a Giubiasco (dove si vuole inserire il progetto) che il Cantone vuole acquistare per tre quarti in proprietà per piani, per la cifra di 12,6 milioni. Il Mattino in particolare ci va giù pesante, il quale titola "Città degli inciuci PLR" per le diverse personalità del partito che si celano dietro al progetto. 

Ma facciamo un passo indietro. A sollecitare la creazione della città dei mestieri, già prevista dalle direttive cantonali, è una mozione presentata nel 2015 da Nicola Pini e firmata da altri tre PPD (Giorgio Fonio, Lorenzo Jelmini, Marco Passalia) e due deputati PLR (Alex Farinelli e Paolo Pagnamenta). Quest'ultimo è direttore della Taddei SA. Due giorni dopo la presentazione dell'atto parlamentare, Pagnamenta presenta alla Sezione della Logistica, inserita nel DFE, il progetto immobiliare di Giubiasco. Dietro al progetto si celano tre società, tutte targate PLR, evidenzia il Mattino: la eVita Immobiliare Sa, la Evolve SA e la Taddei Sa. 

Il sindaco PLR di Cadenazzo Flavio Petraglio è presidente della eVita e direttore di Evolve. Il deputato PLR Giacomo Garzoli è il presidente della Evolve, mentre Pagnamenta è direttore della Taddei SA. 

Il messaggio con la richiesta di credito si trova attualmente già al vaglio della Commissione della gestione e il Parlamento dovrebbe esprimersi in merito già il 18 giugno. Il problema, sollevato anche da un'interrogazione di Nadia Ghisolfi (PPD), è che non è stato indetto alcun concorso pubblico per insediare la città dei mestieri nello stabile di Giubiasco. Si prospetta quindi una possibile violazione della legge sulle commesse pubbliche. Christian Vitta (PLR), rispondendo a Ghisolfi, ha risposto di no, mettendo le mani in avanti: "L'acquisto di terreni ed edifici non rientra nella legge delle commesse pubbliche". È quindi partita una guerra di perizie. 

A sorprendere è anche il tempismo con il quale il progetto viene portato avanti. Il presidente PLR della società eVita Immobiliare Flavio Petraglio ha nel frattempo scritto alla Gestione, chiedendo che venga presa una decisione definitiva sul messaggio il prossimo 18 giugno. 

"In 12 anni di Gran Consiglio non ho mai visto pressioni del genere per far approvare un credito" ha commentato il presidente Fiorenzo Dadò al Caffé, secondo cui è prematuro esprimersi già sul tema senza approfondite analisi. 

Sul piede di guerra anche la Lega, che intende opporsi al voto del 18 giugno: "Finché non sarà fatta piena chiarezza su possibili aggiramenti di legge ad opera di funzionari e politicanti PLR, per la città dei mestieri, non si vota nemmeno un centesimo" scrive il Mattino, che preannnuncia già il referendum in caso il credito dovesse passare. 

Dal canto suo Paolo Pagnamenta, dalle pagine del Caffé, respinge le accuse, annunciando che non sarà presente in aula quando si voterà sul credito.  

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