
Il Governo ticinese pensa che il Ticino, con “Ferrovia 2030”, è stato pesantemente penalizzato. Lei cosa risponde? "Non intendo esprimere giudizi o valutazioni sulle prese di posizione del governo cantonale. Come direttore di un’azienda di trasporto - ci dice il coordinatore di FFS Sud e direttore di Tilo Roberto Tulipani - ho il compito di concentrarmi sull’aspetto operativo. Sono comunque dell’opinione che aver attenuto in Ticino e per il Ticino due delle più importanti opere ferroviarie mai realizzate in Svizzera abbia un valore di assoluto rilievo, paragonabile, per importanza e per valore storico e culturale, all’apertura della prima galleria ferroviaria sotto il massiccio del San Gottardo nella seconda metä del 1800. Grazie ad AlpTransit il Ticino e i cantoni posti sull’asse del San Gottardo disporranno fra meno di dieci anni della più importante opera ferroviaria mai realizzata in Svizzera e all’estero. Le due gallerie di base del San Gottardo e del Monte Ceneri permetteranno di ridurre nettamente i tempi di percorrenza dei viaggiatori tra il Ticino e il resto della Svizzera. Si potrà ad esempio raggiungere Zurigo in circa un’ora e quaranta. Ferrovia 2030 riguarda invece i completamenti che le FFS auspicano possano essere realizzati negli anni successivi. È importante sottolineare un punto: le FFS non vogliono sfavorire né il Ticino, né il resto della Svizzera; quanto si sta facendo a Bodio e a Camorino ne è la prova lampante. Vi è però un limite oggettivo a tutti i progetti che le FFS vorrebbero realizzare in collaborazione con i Cantoni e la Confederazione. Esso è rappresentato dall’insieme delle risorse finanziare che la Confederazione, e quindi il mondo politico federale, metteranno a disposizione delle FFS nei prossimi trent’anni per potenziare l’infrastruttura nell’ambito dei progetti inclusi in Ferrovia 2030, compresi l’aggiramento di Bellinzona e il proseguimento a sud di Lugano. I due progetti ticinesi comportano investimenti per oltre 8 miliardi di franchi (più della metà dell’intera Variante 1 di Ferrovia 2030 da 12 miliardi di franchi). La realtà è che più i mezzi finanziari saranno limitati e più le FFS e la Confederazione dovranno concentrare le risorse nei progetti chiave che, se non realizzati con urgenza, porteranno alla paralisi del traffico ferroviario nei principali nodi ferroviari svizzeri. Ciò provocherebbe forti ripercussioni anche per i treni diretti in Ticino, poiché il sistema ferroviario svizzero è un sistema a rete fortemente interconnesso dove pochi treni in ritardo sui principali nodi provocano effetti a catena su tutti gli altri come nel gioco del Domino". "Occorre una ferrovia completa". È la richiesta a Berna di Cantone e associazioni. Tutto il Ticino, unito, si sta mobilitando per riconfermare il concetto di una nuova linea ferrovia transalpina e definire una prospettiva concreta di completamento, pur se a tappe, di AlpTransit sino ai confini. Lo chiedono alle autorità federali Governo ticinese e associazioni economiche, sindacali e del traffico, oltre a commissioni regionali dei trasporti. Secondo lei cosa vuol dire? "Credo che il termine di “ferrovia completa” possa generare grossi malintesi nella popolazione ticinese. In realtà con la costruzione e il completamento delle due gallerie di base avremo una ferrovia completa, poiché i binari nelle gallerie di base e quelli oggi presenti al di fuori di esse sono gli stessi – cioè due – e saranno in grado di smaltire tutto il traffico ferroviario. I treni viaggiatori e merci viaggeranno quindi con soluzione di continuità e con forti riduzioni dei tempi di percorrenza sia verso Bellinzona, che verso Locarno, Lugano, Milano e il nord delle Alpi. Grazie a moderne tecnologie di gestione dei treni poste sulla linea a sud dello sbocco della galleria di base del San Gottardo, i convogli potranno viaggiare più intensamente. Fatta questa doverosa precisazione, il fatto che il Ticino si stia mobilitando per riconfermare il concetto di una nuova linea ferr
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