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Circonvallazione Agno-Bioggio, «Soddisfatti, ma...»
Redazione
6 ore fa
Il giorno dopo la decisione del consiglio di Stato di conseguire l'opera a tappe, fioccano le reazioni politiche. E serpeggia la preoccupazione.

Sulla circonvallazione Agno-Bioggio, la cosiddetta CAB, Piero Marchesi intende levarsi qualche sassolino dalla scarpa. Specie dopo l’annuncio di ieri: non più variante a cielo aperto, ma realizzazione a tappe. Il Consiglio di Stato, dopo l’apertura teorica di Berna ad un cofinanziamento dell’opera, ha infatti fatto dietrofront, rispolverando la possibilità di interrarla parzialmente. Bisognerà inserire il tutto in un piano di agglomerato di nuova generazione e attendere la decisione del DATEC. Nel frattempo l’intenzione è quella di mandare avanti la parte di progetto comune ad entrambe le varianti. «Non mi interessa necessariamente avere ragione, però il consiglio di Stato ha confermato ciò che io ho detto un anno e mezzo fa a Zali. Si è persa l'opportunità di inserire la CAB nel PAL 5, così si sono persi 4 anni. Ora speriamo di poter lavorare insieme per un progetto che ottenga il sostegno di comuni e popolazione».

Il timore delle colonne

Ieri alcuni sindaci dei Comuni interessati hanno incontrato Norman Gobbi e Claudio Zali. Tra loro Thierry Morotti, sindaco di Agno e strenuo oppositore della variante a cielo aperto. La felicità per il congelamento della variante da Morotti definita «tacconata», non è sufficiente. Il timore del sindaco è che dopo la prima tappa il progetto si areni, lasciano il basso Malcantone con un'opera monca. «Ho paura che resteremo con un pugno di mosche, con le colonne che partiranno da Sorengo per arrivare in centro paese».