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Lugano
Circonvallazione Agno-Bioggio, Berna conferma la possibilità di un cofinanziamento
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
5 ore fa
Nonostante i dubbi avanzati dal Consiglio di Stato, il DATEC non esclude la possibilità di un cofinanziamento per la variante sotterranea.

Sulla circonvallazione Agno-Bioggio, Berna insiste: i progetti, in linea di principio, possono beneficiare di un cofinanziamento federale, basta semplicemente chiederlo. La penultima puntata della trentennale telenovela si era chiusa in un mare di polemiche. Un putiferio nato dalla decisione dell’Esecutivo cantonale di optare per la variante a cielo aperto, in quanto quella parzialmente sotterranea è considerata invece troppo costosa. Una situazione peggiorata ulteriormente quando in piena estate il Consiglio federale aveva risposto ad un’interpellanza del consigliere nazionale Piero Marchesi.

La risposta del Governo

Berna aveva quindi fatto sapere che - in via teorica - la variante sotterranea avrebbe potuto essere cofinanziata dalla Confederazione per il 30-50%. Un'opzione che l'avrebbe resa economicamente sostenibile. Eppure, il Dipartimento del Territorio aveva infine deciso di interrompere le serate informative, andando direttamente a Palazzo federale a chiedere chiarimenti. Da allora, però, regna il silenzio. Arriva poi ottobre, quando Norman Gobbi e Claudio Zali hanno effettivamente scritto al DATEC, sottolineando che «il consiglio di Stato è convinto che la circonvallazione vada realizzata, ma un cofinanziamento da parte della Confederazione non è verosimile». E, riferendosi alla risposta che il Consiglio Federale aveva dato a Marchesi, il testo prosegue affermando che «da valutazioni tecniche svolte dal DT, appare con tutta evidenza come la circonvallazione raggiunga un punteggio estremamente basso per quanto concerne il criterio della categoria dei costi, tale da inficiarne la possibilità di finanziamento».

Un faccia a faccia nella capitale

Berna ha quini fornito nuovamente la sua risposta. «I progetti di questo tipo possono, in linea di principio, essere esaminati nell’ambito di un programma di agglomerato e, a determinate condizioni, beneficiare di un cofinanziamento federale». Allo scambio epistolare è poi seguito un incontro faccia a faccia nella capitale, dove il risultato sembra essere stato più o meno il medesimo. Non è quindi né confermato né da escludere che la Confederazione fornisca soldi per il progetto. Così, adesso, i Comuni del basso Malcantone restano in attesa finché il Consiglio di Stato non avrà preso una decisione. Due le opzioni sul tavolo: ritirare il messaggio – riesumando la variante sotterranea e inserendola nel prossimo PAL andando a batter cassa a Berna – o andare avanti con una variante invisa ai Comuni direttamente interessati.