
Ieri sera la Polizia cantonale ha intimato lo stop di tutti gli spettacoli del Circo Orfei, pronto ad andare in scena con il suo primo spettacolo su suolo ticinese. Il motivo? L’assenza di un valido attestato sulla sicurezza degli impianti. Obbligatorio a livello federale. “Siamo 60 persone e avevamo calcolato un mese di lavoro. Non è che adesso possiamo tornare in Italia e ripresentare i nostri spettacoli, anche lì ci vogliono dei tempi tecnici” ha affermato il presentatore dello spettacolo del circo Marco Monti ai microfoni di TeleTicino.
Un ostacolo burocratico che agli occhi del titolare sembra incomprensibile. “Non riusciamo a capire questa pressione - ha affermato Athos Adami -. Noi abbiamo una documentazione corretta in tutta Europa che non vale in Svizzera. Questo ci ha un po’ spiazzati.” Da parte sua, la Polizia cantonale ha ribadito quanto l’obbligo di presentare l’attestato federale sia un’informazione facilmente reperibile per chi voglia esercitare un’attività circense. Una questione che le autorità avevano sottoposto ai responsabili del circo già ad inizio mese.
“Da quel momento siamo restati in contatto nella speranza che si arrivasse ad ottenere il documento, cosa che non è avvenuta - ha spiegato il capo della sezione amministrativa della polizia Elia Arrigoni -. L’8 maggio abbiamo comunicato al circo la decisione formale. Non avendola rispettata, ieri siamo dovuti intervenire.”
Perché quindi il Circo Orfei non ha intrapreso le pratiche per ottenere il documento? Il problema, secondo Adami, è che l’attestato lo dovrebbe rilasciare una ditta tedesca. “Ci hanno risposto picche e che per ottenerlo ci volevano 30-60 giorni - ha dichiarato Adami -. Voglio però precisare che la nostra sicurezza è garantita al 1000 per 1000. Praticamente siamo stati trattati come i clandestini che arrivano, li impacchettano e li rimandano a casa.”
Arrigoni, invece, sottolinea che “la valutazione della sicurezza non compete la Polizia cantonale. Ai sensi della normativa svizzera ci sono istituti che lo possono verificare, altri no. La loro documentazione non corrisponde ai requisiti e non può essere quindi ritenuta valida.” Un ambito per l’appunto di competenza federale e non del comune, responsabile dei soli via libera logistici. Lo show in Ticino non potrà quindi continuare. “Ce ne torneremo nella nostra bellissima Italia - ha ribadito Adami -. Non subito perché il suolo lo abbiamo pagato, ci prenderemo quindi il tempo per organizzare la nostra partenza”.
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