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Ticino
Cinque ragioni per dire no al raddoppio del Gottardo
Redazione
11 anni fa
Il WWF della Svizzera italiana sottoscrive una risoluzione per opporsi alla costruzione di un secondo tubo. "Promesse vane della consigliera federale Leuthard"

L’assemblea generale del WWF Svizzera italiana ha deciso in data 24 aprile 2015 all’unanimità di sostenere una risoluzione per opporsi alla costruzione di un secondo tubo autostradale al Gottardo e al conseguente raddoppio della capacità stradale sotto le Alpi. 

L'associazione ecologista ricorda che il trasporto di merci che transista attraverso le Alpi su strada danneggia essere umani, animali e piante e che il popolo svizzero ha espresso a più riprese il desiderio che le merci vengano trasbordate su rotaia, nonché che la regione Alpina venga protetta. Per questo motivo nel 1994 è stata inserita la Protezione delle Alpi nella Costituzione federale.

Ma invece di portare a compimento la volontà popolare, sottolinea il WWF, "il Consiglio federale e la maggioranza del Parlamento tergiversano da anni. Anzi, fanno addirittura di peggio. Il doveroso risanamento della galleria autostradale del Gottardo viene utilizzato come cavallo di troia per costruire un secondo tubo al Gottardo. In questo modo la capacità di transito sarà raddoppiata a suon di miliardi, acciaio e cemento. La promessa della Consigliera federale Leuthard, che ogni tunnel verrà utilizzato soltanto su una corsia, è una promessa vana e dopo pochi anni dal raddoppio nessuno se la ricorderà più".

L’assemblea dei soci del WWF Svizzera italiana ribadisce la sua opposizione alla costruzione di un secondo tubo autostradale e tramite la risoluzione sottoscritta durante l'assemblea generale, spiega i proprio motivi:

1. Il raddoppio del tunnel sotto al Gottardo attirerebbe in tempi molto brevi un numero sempre maggiore di veicoli. Ben presto a essere raddoppiati sarebbero i transiti dei mezzi pesanti, e di conseguenza ci sarebbe un raddoppio degli incidenti, del rumore lungo le vie di transito, dell’inquinamento dannoso per le persone e per il clima. La qualità di vita verrebbe dimezzata, e questo non solo nei Cantoni Ticino e Uri, ma su tutto l’asse autostradale elvetico.2. Nel 2016 (tra un anno) verrà inaugurata la nuova linea ferroviaria di AlpTransit. Il Ticino avrà a disposizione una infrastruttura avveniristica e straordinaria che permetterà di rivedere completamente il concetto di trasporto delle merci e dei passeggeri. Il popolo svizzero ha investito 20 miliardi di franchi nel tunnel di base del Gottardo, e lo ha fatto affinché le merci fossero definitivamente trasferite dalla strada alla ferrovia. Il raddoppio del tunnel autostradale sabota definitivamente la politica di trasferimento decisa dal popolo svizzero e renderebbe AlpTransit un fallimento solenne3. Le alternative al raddoppio esistono e costano 3 miliardi di franchi in meno della costruzione e gestione di un secondo tunnel. I camion in transito possono essere caricati su AlpTransit da frontiera a frontiera, i camion del traffico interno possono essere caricati a Biasca sfruttando le strutture esistenti. Nessun esproprio di terreni, nessun aumento del numero di binari a Biasca. Per le auto d’estate il tunnel sarà aperto e d’inverno un moderno sistema di treni navette permetterà di passare sotto le Alpi più velocemente che guidando. I soldi risparmiati al Gottardo potranno essere utilizzati nei luoghi critici della circolazione stradale, per esempio nel Locarnese, nel Mendrisiotto e nel Malcantone.4. Se si costruisse una seconda galleria stradale, questa non sarebbe pronta prima del 2027. Per poter gestire in sicurezza la galleria esistente fino a quel momento, bisognerebbe procedere a un risanamento provvisorio. Secondo il Consiglio federale ciò implica la chiusura totale del tunnel per quattro mesi e mezzo (140 giorni). Durante questo periodo non sarebbero ancora disponibili neppure alternative su ferrovia. Le auto e i camion potrebbero raggiungere il Ticino solo passando dal San Bernardino o facendo lunghi giri. Se si rinuncia a un secondo tubo, i lavori di risanamento possono cominciare prima e un moderno sistema di trasbordo su treni-navetta smaltisce il traffico delle auto e dei camion.5. E’ appurato che il tunnel attuale necessita interventi urgenti di rifacimento della soletta per una durata stimata dei lavori di 140 giorni. Per contro i lavori più impegnativi, che comporterebbero la chiusura del tunnel per tre anni, sembrerebbero dettati da semplici adeguamenti alle norme europee (innalzamento della soletta intermedia, aumento della pendenza trasversale della carreggiata, canali separati per l’evacuazione). Il WWF chiede pertanto un approfondimento sulla reale necessità di eseguire i lavori di adeguamento alle norme europee.

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