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Ticino
Cinque partiti uniti per il «sì» alla valorizzazione della Fortezza di Bellinzona
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
«È un’occasione unica che merita un sì, dire no sarebbe un enorme autogol». Così il comitato interpartitico a sostegno del progetto di valorizzazione della fortezza di Bellinzona in vista delle votazioni che lo definisce un progetto volto a sfruttare il potenziale inespresso

Il progetto di valorizzazione del patrimonio UNESCO di Bellinzona prevede un credito di 19 milioni di franchi, finanziato da Città, Cantone, Confederazione e fondazioni private. Per Alessandra Alberti, presidente della sezione di Bellinzona de Il Centro, si tratta di un investimento importante ma proporzionato, sostenuto anche dalla leva finanziaria cantonale e federale. «Abbiamo già un patrimonio straordinario e ora dobbiamo saperlo ulteriormente valorizzare», ha sottolineato, così da generare ancora più valore culturale, turistico ed economico per tutto il territorio.

Un rilancio per la città

Un progetto che, secondo Sacha Gobbi, presidente della sezione bellinzonese della Lega dei Ticinesi, può mettere in rete realtà, competenze e soggetti diversi. Il rilancio della Fortezza, ha spiegato, «è un tassello importante per rendere la nostra città più viva, attrattiva e capace di generare benefici per tutti». Un investimento necessario, sottolinea, visto che gli ultimi interventi risalgono a quasi trent'anni fa. Fondamentale, dunque, trasformare il patrimonio UNESCO in nuove occasioni per la comunità e sfruttare un potenziale che, secondo i sostenitori del sì, è ancora inespresso.

Più accessibile, più viva

Ma il progetto non riguarda soltanto il patrimonio storico: l'obiettivo è anche cambiare il modo in cui viene vissuto e percepito. Martina Malacrida Nembrini, presidente della sezione di Bellinzona del Partito Socialista, ha sottolineato che «non stiamo semplicemente restaurando dei monumenti», già conservati e tutelati, ma vogliamo renderli «più accessibili, più comprensibili, più vivi e maggiormente collegati». I tre Castelli, la Murata e la Cinta muraria dovranno così essere percepiti come un unico sistema, con interventi realizzati progressivamente tra la seconda metà del 2026 e la prima metà del 2030.

La fortezza come marchio

Sotto la lente anche il nome «Fortezza», che per Silvia Gada, presidente della sezione bellinzonese del PLR, rappresenta molto più di una semplice definizione storica: «Costituisce il marchio identificabile per cui il turista deve visitare i castelli di Bellinzona piuttosto che quelli di altre regioni». Un sistema fortificato unico in Svizzera e in Europa, secondo Gada, che dovrà essere gestito attraverso una Fondazione capace di riunire in un'unica struttura Città, Cantone e gli altri attori del turismo. L'appuntamento alle urne è per il 27 settembre: per il comitato interpartitico, dopo 12 anni di progettazione, dire no significherebbe rinunciare per anni a sfruttare questo potenziale e sarebbe «un enorme autogol».