
"Dal 2015 al 2017 sono stati organizzati 1130 giorni di riprese su set di varie dimensioni, che si sono tramutati in oltre 3500 pernottamenti presso le strutture alberghiere e oltre 7000 pasti serviti, generando spese sul territorio per quasi cinque milioni di franchi, di cui oltre 1,5 milioni in stipendi per professionisti ticinesi del settore". Sono le cifre snocciolate dal Governo nella risposta all'interrogazione parlamentare in cui il deputato leghista Massimiliano Robbiani chiedeva lumi sugli indotti per il Ticino generati dalla Ticino Film Commission (TFC).
Per quanto concerne invece gli effetti sull'economia cantonale, l'Istituto ricerche economiche dell'Università della Svizzera Italiana (IRE) stima che le produzioni audiovisive che sono state realizzate in Ticino nel solo 2017 hanno invece generato direttamente 28.8 posti di lavoro. Per il Governo tali cifre - riprese lo scorso settembre dal Direttore della Divisione economia Stefano Rizzi in una conferenza stampa divenuta lo spunto per l'atto parlamentare di Robbiani - "quantificano unicamente la spesa diretta generata sul territorio dalle produzioni accompagnate dalla TFC". A questo indotto "vanno quindi aggiunti sia i costi di struttura e operativi della TFC stessa (che si attestano a 480mila franchi l'anno, di cui circa 140mila in scouting o incentivi a parziale copertura delle spese sul territorio per le produzioni e 190mila per il personale), sia il valore aggiunto dell'indotto creato al livello turistico, di difficile quantificazione". Inoltre "come rilevato dai rapporti dell'IRE, gli effetti principali della TFC sono da ricollegare a processi di medio-lungo periodo e, di conseguenza, la maggior parte degli impatti ricollegabili saranno da osservare nel corso degli anni successivi, e non nell'immediato".
Per quanto riguarda invece lo stipendio della direttrice Nadia Dresti, ricevuto il consenso della diretta interessata il Governo ha spiegato che tale ruolo è da lei ricoperto a tempo parziale (50%) e remunerato un salario lordo di 61mila franchi l'anno.
Infine, Robbiani chiedeva lumi anche su un mandato conferito a Elia Frapolli, ex menbro del Consiglio d'amministrazione della TFC. Interpellata dal Consiglio di Stato, la Ticino Film Commission ha indicato che "al momento dell'attribuzione del mandato, Elia Frapolli da diversi mesi non sedeva più nel Consiglio della stessa in rappresentanza di uno dei soci fondatori, Ticino Turismo, essendo stato sostituito da Kaspar Weber (attuale vicedirettore Ticino Turismo)". Il mandato - che consisteva nel proporre, impostare e realizzare una nuova location guide - è stato affidato alla Elia Frapolli Consulenza e Turismo "per poter disporre in modo rapido ed efficiente dell'esperienza conoscenze maturate dal titolare nell'ultimo decennio, in ambito turistico e territoriale, ma anche e soprattutto del mondo delle film commission".
Il mandato, per un importo totale di 15'500 franchi, "è limitato nel tempo (tre mesi) e fa riferimento alla concezione di un innovativo modello di "location guide' in grado di rispondere al meglio alle esigenze delle produzioni nazionali ed internazionali che in Ticino cercano il luogo giusto per inscenare la propria creazione audiovisiva".
"Nello specifico", spiega la TFC, "la nuova "Location Guide" si articola su due livelli: da un lato una serie di racconti in immagini realizzati da professionisti locali che raccontano il Ticino con gli occhi dei cineasti; dall'altro una galleria in costante evoluzione che, attingendo alle immagini presenti nei social media attraverso un sistema di intelligenza artificiale, presenta il Ticino come una sorta di mosaico iconografico fonte di ispirazione per chi cerca nel nostro Cantone il luogo giusto per ambientare le scene della propria prodizione audiovisiva". Tale strumento permette inoltre alla TFC "di disporre di una fonte inesauribile di luoghi che, grazie a delle ricerche puntuali di ambientazioni o oggetti richiesti, può rispondere alle precise richieste di chi potrebbe girare il proprio film in Ticino".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

