
La mattina del 15 gennaio 2015 la Banca nazionale svizzera (BNS) ha annunciato l'abolizione della soglia minima di cambio di 1,20 franchi per un euro. Le conseguenze della decisione si sentono ancora oggi, per esempio con i tassi di interesse negativi che stanno diventando la nuova normalità.
“È stata una decisione per molti aspetti inevitabile, la Bns non poteva più difendere la soglia, i mercati esercitavano una pressione fortissima la BNS aveva difeso quella soglia dal settembre del 2011” Così ai microfoni di Radio3i Lino Terlizzi, giornalista economico.
La BNS, stando a quanto dice Lino Terlizzi, ha frenato ancora negli anni successivi l’apprezzamento del franco, “oggi abbiamo ancora il franco come ben rifugio, siamo all’1,07 per 1 euro ma d’altro canto senza quel passaggio e quella difesa non avremmo avuto una trincea da cui poter difendere l’export e l’economia elvetica”.
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