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Ticino
Cinghiali radioattivi: Chernobyl o mafia?
Redazione
13 anni fa
In provincia di Verbania, parimenti toccata dal fenomeno delle concentrazioni di Cesio 137, si è sviluppata un'interessante teoria

I cinghiali radioattivi, dopo aver suscitato un certo clamore nella vicina Italia, hanno conquistato le luci della ribalta anche nel nostro Cantone. Sono ben 27, il 6% del totale dei cinghiali abbattuti durante la stagione di caccia, quelli che hanno mostrato una presenza di Cesio 137 superiore ai limiti consentiti.Il motivo di questa radioattività sarebbe, secondo i più, riconducibile a Chernobyl, la centrale nucleare sovietica esplosa nel 1986. Ma nelle zone di confine sta prendendo piede un'altra teoria, forse un po' complottistica, ma non meno interessante: dietro alle inabituali concentrazioni di cesio nei cinghiali vi sarebbe il riciclaggio di materiali radioattivi. Da parte della mafia.Ne parla oggi Verbanianotizie, portale della provincia del VCO, colpita come il Ticino dal fenomeno dei cinghiali radioattivi, dando spazio a una teoria che merita perlomeno di essere valutata.Questa teoria parte dal presupposto che i cinghiali radioattivi, stranamente, sono stati rinvenuti solo in Ticino e nelle provincie di confine. Nessun caso nel resto della Lombardia, tantomeno in Svizzera romanda. Visto che il fenomeno non è uniforme, può anche essere, quindi, che la causa non sia Chernobyl, incidente avvenuto ormai 27 anni fa.Potrebbe anche esserci dietro, secondo questa teoria, la mafia dei rottami metallici radioattivi, smaltiti mandandoli ad ignare fonderie. Un caso del genere era avvenuto nel 1998 in provincia di Como, a Revello Porro. Una sorgente radioattiva stimata fra il 4% e il 40% delle ricadute globali di Chernobyl in Italia era stata fusa insieme al metallo con cui venivano forgiati i telai dell'Alfa 33. Ma Revello Porro non fu l'unico incidente del genere. Un'altra nube radioattiva si levò dall'acciaieria spagnola Acerinox, sempre nel 1998 e sempre a causa dell'inavvertita fusione di una sorgente di radioattività. Anche a Vicenza, nel 2004, sarebbe accaduto un episodio simile. E vagando su internet, di incidenti del genere se ne trovano altri.Certo, conclude la teoria, può darsi benissimo che i cinghiali piemontesi e ticinesi risentano ancora pesantemente di Chernobyl, ma può darsi anche di no: e in questo caso sarebbe bene risalire possibilmente alla fonte della radioattività e soprattutto appurare se, e come, la radioattività si è ulteriormente diffusa nella catena alimentare.

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