
Anche il Partito comunista ha inoltrato un atto parlamentare sul tema dell'acquisto e della vendita delle armi da fuoco in Ticino e sulla regolamentazione dei poligoni di tiro.
Nella sua interpellanza il deputato Massimiliano Ay pone 5 domande al Consiglio di Stato e, in particolare, chiede lumi su una presunta deriva "di stampo nazionalsocialista" del poligono di tiro frequentato dal 19enne finito in carcere con l'accusa di aver pianificato una strage alla Commercio di Bellinzona.
1) Non ritiene il Consiglio di Stato di dover prendere posizione nei confronti delle autorità federali affinché sia allestito un registro federale delle armi per garantire un controllo più capillare delle armi in circolazione?
2) Non ritiene opportuno introdurre una prova di necessità e di capacità per l’acquisto e la detenzione di ogni arma da fuoco?
3) Quanti sono e come sono regolamentati i poligoni di tiro privati nel nostro Cantone?
4) Che tipo di formazione e autorizzazione devono disporre i titolari di tali centri?
5) Corrisponde al vero quanto pubblicato dal portale “Gas”, secondo cui il poligono di tiro frequentato dal 19enne disponesse “nella sala adiacente che funge anche da mescita, delle bacheche con cimeli nazisti, come foto di Hitler e oggettistica ispirata al nazionalsocialismo”?
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