
Per le ciclopiste, la strada sembra spianata. Il voto di domenica si preannuncia in discesa. Tranne colpi di scena dell’ultimo minuto, la bicicletta entrerà nella Costituzione svizzera. Concretamente, il progetto propone di estendere alle vie ciclabili lo stesso trattamento giuridico riservato ai sentieri e ai percorsi pedonali. Un vero cambiamento di marcia a favore della mobilità ciclistica.
Rocco Cattaneo (Comitato Votazione Bici): "Quello che farà la Confederazione è un lavoro sussidiario: coordinerà la sviluppo a livello nazionale, avrà la facoltà anche di sostenere progetti, però è più un lavoro di coordinamento. Un lavoro di fissare le regole generali dello sviluppo di queste vie ciclabili a livello nazionale. E se vorrà potrà anche sostenere progetti specifici in favore di Cantoni e comuni".
Dal futuro prossimo al presente. Per capire cosa è stato fatto nel nostro Cantone, TeleTicino ha incontrato il responsabile cantonale ad Agno Gabrio Baldi: "Ci troviamo sulla passerella ciclopedonale Agno-Muzzano, inaugurata nel luglio scorso, quindi una delle ultime opere realizzate per il Luganese. Si trova sul percorso cantonale che collegherà in futuro Tesserete-Lugano con Agno, Muzzano e più in là Caslano".
L’ultimo elegante tassello di un progetto che il Ticino sta portando avanti, ahimè con qualche anno di ritardo. Oggi, la rete segnalata – quella con il tipico cartello rosso per intenderci – raggiunge i 360 chilometri.
Ancora Baldi: " In futuro è previsto un ampliamento di questa rete, grazie a dei crediti aggiuntivi e per il 2025-2030 si prevede di realizzare complessivamente una rete di circa 560 km di percorsi ciclabili".
Eppure vien da chiedersi se la rete esistente consenta davvero uno spostamento casa lavoro. L’impressione è che accanto a queste oasi di pace, le strade ticinesi concedano poco spazio alle bici come conferma Baldi: "È vero che la strada sembra avere sempre più spazio, in realtà le nostre strade sono molto piccole quindi trovare lo spazio per le bici è molto difficile, soprattutto se si arriva dopo, quando la strada esistente e bisogna cercare uno spazio in più da dare alla bici. Per cambiare la mentalità servono le infrastrutture ma di pari passo deve cambiare anche la mentalità. Un problema potrebbe essere il traffico, bisognerebbe ridurre in ogni caso l'uso dell'auto per cambiare anche questa mentalità".
Maggiori dettagli nel servizio del Tg di TeleTicino in onda dalle 18.45
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