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Ticino
Cianobatteri nei laghi ticinesi, il Cantone scende in campo in difesa dei bagnanti
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
2 anni fa
Il Cantone ha sviluppato un sistema di comunicazione e allerta che informa i bagnanti sullo stato dell'acqua e sulla possibilità o meno di fare il bagno.

Un lago verde. È questo il colore che i cianobatteri hanno dato negli ultimi anni al Ceresio. Un fenomeno, spiega il Cantone, causato principalmente dalla proliferazione massiccia di Microcystis, un genere di cianobatterio in grado di produrre tossine chiamate microcistine che possono provocare reazioni allergiche della pelle, sintomi gastrointestinali o danni al fegato. I bambini piccoli, che possono ingerire involontariamente l’acqua durante le attività ricreative, così come gli animali, in particolare i cani, sono particolarmente a rischio.

Il Cantone scende in campo per affrontare il problema

Per affrontare il problema, il Dipartimento della sanità e della socialità (Dss), in collaborazione con la campagna di prevenzione "Acque sicure" del Dipartimento delle Istituzioni, ha sviluppato un sistema di comunicazione e allerta. Questo include cartelli informativi e un sistema a bandiere per segnalare due livelli di pericolo: giallo per rischio moderato e rosso per rischio elevato. Iniziative che mirano a migliorare la gestione delle fioriture algali e a garantire la sicurezza delle acque balneabili, supportando sia i gestori locali che i bagnanti.

I due livelli d’allerta

Due, come scritto, i livelli d’allerta. Il primo, quello giallo, indica una presenza parziale di cianobatteri in acque limpide (trasparenza > 1-2 metri). In questo caso è possibile fare il bagno, ma bambini piccoli, persone con pelle sensibile e animali devono evitare di entrare in acqua. Il secondo, quello rosso, mostra la presenza estesa di cianobatteri con elevata torbidità dell’acqua. In questa situazione non è possibile fare il bagno in sicurezza, quindi tutti devono evitare di entrare in acqua.

Il sistema di monitoraggio

Il portale dei dati ambientali OASI, scrive infine il Cantone, amplia la sezione sui dati di qualità delle acque, integrando informazioni raccolte in tempo reale da boe limnologiche e sonde automatiche nei laghi ticinesi.  La nuova rete di monitoraggio ad alta frequenza dei laghi del Cantone Ticino è stata concepita e messa a punto dall'Ufficio del monitoraggio ambientale negli ultimi due anni grazie all'esperienza acquisita e alla collaborazione con diversi servizi dell’Amministrazione cantonale (l’Ufficio della protezione delle acque e dell'approvvigionamento idrico, l’Ufficio dei corsi d'acqua, l’Ufficio della caccia e della pesca, l'Ufficio del demanio e dell’Aeroporto cantonale e la Polizia lacuale).  Due nuove boe, attive dal marzo scorso, sono state installate nei pressi di Porto Ronco (Verbano) e Castagnola (Ceresio). Le stesse sono completamente autonome e dotate di sonde multi-parametriche situate sotto la superficie dell’acqua e di sensori di temperatura che si spingono fino a 40 metri di profondità. Il dispositivo presente nel Ceresio dispone, in aggiunta, di una sonda collocata a 15 metri di profondità.