
La proposta del presidente Rocco Cattaneo di allontanare i politici dai CdA delle aziende parastatali potrebbe presto diventare concreta. Il PLR ha infatti proposto una iniziativa parlamentare generica volta a creare delle nuove regole atte a favorire un miglior governo d'impresa e a promuovere le competenze all'interno delle aziende pubbliche.
Secondo il partito la "Public Corporate Governance", ossia il governo d'impresa, richiede infatti una particolare attenzione, soprattutto nel caso di aziende che operano in un contesto di libera concorrenza (come ad esempio AET, Banca Stato e l’EOC) o di aziende con partecipazione statale.
In particolare, secondo il PLR, "vanno disciplinati i criteri di nomina e composizione dei consigli di amministrazione nonché il problema dei ruoli del Gran Consiglio e del Consiglio di Stato in sede di vigilanza sulle aziende pubbliche".
I recenti avvenimenti hanno dimostrato, precisa il partito, "quanto sia necessario, soprattutto nel breve termine, emanare delle norme specifiche modulate su ciascuna legge istitutiva di aziende o di istituti di diritto pubblico, prendendo quale esempio il disegno concernente la nuova legge sull’AET".
Il partito ricorda che alcuni anni fa il Parlamento si era espresso negativamente circa i cambiamenti in materia privilegiando interventi di tipo puntuali e settoriali. Interventi che il partito considera "inefficaci". Nel frattempo il Consiglio di Stato ha recepito l'importanza del tema incaricando un esperto di eseguire uno studio sulle carenze delle regole del buon governo d'impresa in quattro importanti aziende ticinesi.
"Si tratta ora", sottolinea il PLR, "di passare all'azione con proposte concrete volte all'elaborazione di una legge quadro sul governo d'impresa pubblica e sulle partecipazioni dello Stato ad aziende private". Per questo motivo il partito ha presentato un'iniziativa generica per promuovere le competenze all'interno delle aziende pubbliche e chiarire i rapporti tra politica ed enti.
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