
C'è posta per il sindaco di Bellinzona Mario Branda e per il presidente del Rabadan Bixio Caprara.
Alcuni anonimi abitanti di Bellinzona, che si sono riuniti in un gruppo chiamato "Cittadini per un Carnevale Libero a Bellinzona", hanno inviato loro una lettera per chiedere una perizia giuridica sulle misure di sicurezza adottate durante il Rabadan.
Nella missiva inviata a Branda e Caprara, il gruppo contesta in particolare due misure: la chiusura della parte centrale della città durante i bagordi e le perquisizioni.
Entrambe le misure sarebbero illegali, secondo il gruppo. La prima perché impedirebbe la libera circolazione per accedere alle proprietà private, la seconda perché "non conforme alla legge", come si legge nella lettera.
Il gruppo di cittadini chiede quindi l'allestimento di una perizia giuridica su questa situazione e, in seguito, la pubblicazione su tutti i quotidiani ticinesi dell'esito di questa perizia.
Difficile dire se la loro richiesta, per altro non nuova, avrà un seguito.
Il presidente del Rabadan Bixio Caprara, da noi raggiunto, afferma che "la società del carnevale si limita ad attuare il dispositivo di sicurezza che viene deciso dalle autorità cantonali e comunali."
In merito alla presunta inaccessibilità del centro cittadino, Caprara risponde che non è vero. "Sul Foglio ufficiale è scritto chiaramente che è sufficiente passare al controllo abitanti per ottenere la tessera di libero passaggio, se si abita in centro città" ricorda il presidente.
E infine, per quanto riguarda le contestate perquisizioni, il presidente del Rabadan ribadisce che "fanno parte del dispositivo di sicurezza, deciso appunto dalle autorità, e sono necessarie per rendere efficace quel dispositivo."
Parole che lasciano immaginare quale sarà molto probabilmente il destinatario finale della missiva: un cestino o, se sarà fortunata, un qualche cassetto.
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