
Anche il consigliere di Stato Norman Gobbi non ha nascosto una certa commozione nel commentare in diretta su TeleTicino la terribile strage di Nizza. "Purtroppo nessuno, quando assume questa carica, pensa e si immagina che nel giro di 5 anni due eventi così tragici, Marrakech e Nizza, possano colpire al cuore la nostra comunità".
È possibile combattere il terrorismo di matrice islamica attraverso l'integrazione? "Sicuramente - ha risposto Gobbi - fra le misure contro la radicalizzazione c'è l'integrazione. Ma è importante che funzionino anche i detettori che segnalano comportamenti sospetti. Dobbiamo ribadire che vogliamo vivere liberi ma sicuri, dunque non sono da escludere misure speciali per alcuni individui potenzialmente pericolosi".
Gobbi ha poi commentato le parole pronunciate dall'Imam di Lugano (vedi articolo suggerito): "Ci vorrebbe un segnale forte, come una sorte di scomunica da parte dell'Islam moderato contro i radicali. Una condanna chiara sarebbe un segnale importante per togliere linfa al radicalismo".
Sorge spontanea la domanda se il Ticino può ritenersi al sicuro: "Minacce per la Svizzera non sono state pronunciate. Dobbiamo continuare a lavorare scambiando le informazione fra i vari paesi. È importante che si continui a lavorare fra Polizie e intelligence. Purtroppo la Francia e il Belgio per anni hanno nascosto una situazione di disagio sociale che ultimamente ha trovato espressione anche nel terrorismo violento. Queste situazioni sono tragiche, ma è importante ribadire che dobbiamo rimanere liberi."
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