
La proposta è di quelle “radicali”. Organizzare il sistema bancario svizzero sul modello cinese, questo per far fronte alla crisi della piazza finanziaria luganese. A proporre questa soluzione è Edoardo Cappelletti del Partito Comunista che ha presentato la sua idea. In poche parole, lo Stato dovrebbe acquistare il 41% dei pacchetti azionari di tutte le banche svizzere. In tal modo, secondo Cappelletti, le banche tornerebbero “ad una finanza razionale più vicina ai bisogni del popolo”. Un’idea che dovrebbe diventare una vera e propria campagna cantonale.“Il modello della piazza finanziaria si è rivelato fallimentare. Le banche hanno perseguito obiettivi a breve termine speculando ed ora sono in difficoltà” dice Cappelletti. Dunque, secondo i comunisti, ci vuole una finanza più vicina al popolo. In che senso? “Le banche devono investire nell’economia reale. Questo è possibile solo con l’apparato bancario nelle mani dello Stato”. Sorgono però due domande spontanee. La prima: con il 41% non si comanda un’azienda. Come si riesce a convincere il 59% che l’idea è buona? Cappelletti risponde così “Il Partito Comunista è consapevole che porta avanti proposte radicali. Questa potrebbe essere una delle risposte possibili per far fronte alla crisi”. E questa è una. L’altra domanda d’obbligo è: dove si prendono i soldi per acquistare il 41% di UBS, Credit Suisse, Julius Baer solo per citare tre nomi? “Domanda logica. I soldi si prendono tassando i milionari – risponde Cappelletti – con i soldi racimolati si comprano le azioni”. Edoardo Cappelletti è candidato al Municipio di Lugano in quota comunista nella lista del Partito Socialista. Cosa ne pensano gli altri “compagni” di questa sua idea? “Non abbiamo ancora avuto modo di dialogare con loro su questa proposta”. [email protected]
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